lentepubblica


Aree interne: da “Italia vuota” alla sfida di un futuro sostenibile

Francesca Liani • 21 Febbraio 2024

italia vuotaEsiste un’Italia dove i paesi si spopolano, la popolazione invecchia, dove i cittadini residenti scontano il disagio di vivere lontano da scuole, ospedali, infrastrutture viarie e ferroviarie, con mezzi di trasporto pubblici inadeguati.


Sono le aree interne della nostra penisola quelle che Filippo Tantillo descrive nel suo libro L’Italia vuota“. Un titolo che sembrerebbe presagire un destino  ineluttabile per queste comunità territoriali. Eppure queste stesse comunità, grazie anche agli interventi riconducibili alla “Strategia delle Aree Interne” (Snai) voluta dall’ex ministro Fabrizio Barca, negli ultimi 10 anni stanno conoscendo una nuova stagione di rinascita.

Proprio l’elemento principale di svantaggio ossia l’isolamento di queste aree interne ha consentito alla comunità di preservare lo spirito identitario più autentico: tradizioni locali, sapori genuini, ospitalità autentica, territori incontaminati, fonti energetiche primarie e riserva di biodiversità.

Le aree interne dell’Italia “vuota”

L’Italia delle aree interne di cui parla Tantillo, all’apparenza “vuota”, contiene molto più di quanto si pensi:  quasi 4.000 comuni (circa la metà del totale) ricadono nelle cosiddette aree interne. Questi territori coprono il 58,8% della superficie nazionale, e sono abitati da circa 13,4 milioni di persone (22,7% della popolazione residente nel 2021).

Che tipo di futuro c’è per questa parte del nostro Paese? Terre alle prese con le trasformazioni climatiche, con i mutamenti dell’economia mondiale, percorse incessantemente da flussi di umani. 

L’autore racconta i luoghi, i paesaggi, le persone e i progetti attingendo a dati statistici, storia, ricordi e passioni personali. Ne emerge un quadro sfaccettato che mostra cosa ristagna e cosa si muove in alcune regioni note soprattutto per disastri naturali o sociali: tra le altre, la costa ionica della Calabria, la valle del Paterno, l’appennino centrale, le valli del cuneese, le Dolomiti orientali o la Sardegna centro-occidentale. Raccontando le storie di chi è partito e di chi è tornato, di come sopravvivono e lottano le persone che ci abitano.

Un viaggio solo apparentemente ai margini del nostro Paese ma fondamentalmente al centro della grande sfida della sostenibilità.

Green communities, soft economy, strategie forestali, PNRR, comunità energetiche rappresentano strategie e strumenti a disposizione delle aree interne ma occorrono anche amministratori capaci di puntare su idee innovative anche sul welfare sociale.

La scuola dei piccoli comuni

Per raccogliere la sfida dare un futuro alle aree interne,  prenderà il via ufficialmente venerdì 23 febbraio a Castiglione Messer Marino, la scuola dei piccoli comuni (S.Pic.Co), istituita per mettere a disposizione di amministratori locali e operatori del territorio una cassetta degli attrezzi per avviare o implementare processi di rigenerazione sociale ed economica, di mantenimento e sviluppo dei servizi essenziali e di contrasto allo spopolamento delle aree interne italiane.

La Scuola dei piccoli comuni, si avvale del supporto di docenti e ricercatori universitari e del partenariato di Anci, Uncem, Unpli, Confcooperative, Cai, Slow Food, Avis, Gal Maiella Verde, Spazio 001, l’Istituto Comprensivo di Castiglione Messer Marino.

Il primo incontro “Paesi, comunità e aree interne. Dalla marginalizzazione alla rinascita” vedrà la partecipazione del prof. Rossano Pazzagli, docente di storia del territorio e dell’ambiente presso l’università del Molise e sarà seguito da un laboratorio sulle buone pratiche con l’esperienza di Fontecchio, paese in provincia di L’Aquila che dopo il terremoto ha puntato sulla ricostruzione partecipata, sperimentando metodi comunitari per la tutela del territorio e del paesaggi.

Come sottolinea il prof. Pazzagli,  la rinascita delle aree interne non ha bisogno di ricette miracolose ma della diffusione di conoscenze di buone pratiche e casi di successo di Comuni  che  hanno avviato concretamente strategie di rigenerazione.

La Scuola dei piccoli Comuni, per il primo anno, sarà gratuita: il Comune di Castiglione Messer Marino fa sapere che è ancora possibile iscriversi all’intero corso o ai singoli incontri.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni, www.comune.castiglionemessermarino.ch.it

 

Fonte: articolo di Francesca Liani
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments