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Lavori di Pubblica Utilità: nuovo accordo tra Ministero Giustizia ed Enpa

lentepubblica.it • 14 Gennaio 2023

lavori-pubblica-utilita-ministero-giustizia-enpaIl ministero della Giustizia e l’ENPA – Ente nazionale protezione animali hanno rinnovato l’11 gennaio 2023 la convenzione nazionale per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità dedicati ad ambiente e protezione degli animali.


Firmata dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e dalla Presidente dell’Ente Nazionale Protezione AnimaliCarla Rocchi, la Convenzione nazionale che rinnova l’accordo tra ministero ed ente per la salvaguardia del patrimonio ambientale e la tutela della fauna in Italia.

Scopriamo quali sono i dettagli di questo rinnovato protocollo d’intesa a tutela degli animali sul territorio italiano.

Lavori di Pubblica Utilità: nuovo accordo tra Ministero Giustizia ed Enpa

La convenzione nazionale si rivolge allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità ai fini della messa alla prova per adulti: la proficua collaborazione sviluppatasi durante il primo quinquennio che ha persuaso i firmatari a proseguire le attività previste dall’intesa.

Risultano infatti ben 839 gli imputati inseriti nelle 45 sedi territoriali dell’ENPA che aderiscono al progetto, grazie all’accordo stipulato per la prima volta nel 2017. Tale collaborazione proseguirà, pertanto, almeno per i prossimi cinque anni, con la previsione del rinnovo tacito alla naturale scadenza.

La Convenzione nazionale prevede che almeno trecentoventotto imputati, ammessi all’istituto della sospensione del procedimento con messa alla prova per adulti, possano svolgere contestualmente il lavoro di pubblica utilità presso le attuali quarantotto sedi locali dell’ENPA, dislocate uniformemente su tutto il territorio nazionale.

La prestazione di lavoro potrà riguardare:

  • la tutela del patrimonio ambientale nel suo complesso
  • la prevenzione degli incendi
  • la protezione della fauna, comprese le attività connesse al randagismo degli animali
  • la manutenzione e la fruizione di immobili e servizi pubblici, beni del demanio e del patrimonio pubblico.

Non è prevista retribuzione e le attività, la cui durata non sarà inferiore a dieci giorni anche non continuativi, vengono individuate tenendo conto anche delle specifiche professionalità e attitudini lavorative dell’imputato.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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