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12 Dicembre 1969: la Strage di Piazza Fontana insanguina l’Italia

lentepubblica.it • 12 Dicembre 2018

12-dicembre-1969-strage-piazza-fontanaSenza dubbio è ricordata come una delle ricorrenze più aberranti del dopoguerra italiano: il 12 Dicembre 1969 la Strage di Piazza Fontana fa piombare il nostro paese nel buio del terrorismo.


Il calendario delle ricorrenze oggi annota quel maledetto 12 dicembre 1969: la strage di Piazza Fontana a Milano.

 

Il 12 dicembre 1969 la sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, a Milano, era piena di clienti venuti soprattutto dalla provincia: alle 16:30, mentre gli altri istituti di credito chiudevano, all’interno della filiale c’erano ancora molte persone.

 

L’esplosione avvenne alle 16:37, quando nel grande salone dal tetto a cupola scoppiò un ordigno contenente 7 chili di tritolo, uccidendo 17 persone (13 sul colpo) e ferendone altre 87: la diciassettesima vittima morì un anno dopo per problemi di salute legati all’esplosione

 

12 Dicembre 1969: la Strage di Piazza Fontana

 

La strage di piazza Fontana fu conseguenza dunque di questo grave attentato terroristico. Considerata «la madre di tutte le stragi», il «primo e più dirompente atto terroristico dal dopoguerra», «il momento più incandescente della strategia della tensione» e da alcuni ritenuto l’inizio del periodo passato alla storia in Italia come anni di piombo. Per tanti aspetti si può parlare d’una storia della Repubblica prima e dopo piazza Fontana.

 

La strage della Banca dell’Agricoltura non fu la più atroce tra quelle che hanno insanguinato l’Italia, ma diede avvio al periodo stragista della Strategia della tensione in Italia. Le lunghe e innumerevoli indagini hanno rivelato che la strage fu compiuta da terroristi dell’estrema destra, collegati con apparati statali e sovranazionali, i quali però non sono mai stati perseguiti.

 

Le dichiarazioni di Franco Freda che hanno scatenato le polemiche

 

Nei giorni scorsi il terrorista nero Franco Freda, condannato per gli attentati esplosivi del 25 aprile 1969 e gli attentati ai treni dell’estate 1969, oltre che per i reati di associazione sovversiva e istigazione all’odio razziale, ha rilasciato in un’intervista dichiarazioni che hanno scatenato polemiche cocenti.

 

“Matteo Salvini? È il salvatore della razza bianca in Europa. Il suo stesso nome è una profezia”. 

 

“Sono fedele alla mia razza ma non disprezzo le altre. Ci sarà uno scontro di civiltà. Certo, lo dico io, che sono un criminale, colpevole di aver fondato un movimento politico… Per me, sono loro i veri criminali. Criminali contro la mia razza, contro il mio popolo, contro la nostra storia”.

 

Le famiglie delle vittime, ovviamente, avranno sicuramente provato rabbia e orrore di fronte a queste dichiarazioni.

 

Freda, ricordiamo, è stato anche accusato, processato e poi assolto “con formula dubitativa per mancanza di prove” dall’accusa di aver organizzato la strage di Piazza Fontana a Milano.  Nel 2005 la Cassazione ha affermato che la strage di Piazza Fontana fu realizzata da “un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine Nuovo” e “capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura”, dichiarandoli però non più processabili.

 

 

Fonte: Agenzia DIRE (www.dire.it)
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