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Adozioni per Single in Italia: in quali casi sono possibili?

lentepubblica.it • 16 Aprile 2018

adozioni-singleLe adozioni single in Italia: mera ipotesi o realtà? Quando è possibile adottare un bambino per l’aspirante genitore che vive al di fuori del consueto contesto di coppia? Ecco alcune indicazioni.


A volte il contesto familiare si muove su binari diversi rispetto al consueto canone di coppia. Dunque è possibile per un adulto non unito ad un coniuge adottare un bambino in Italia? E in quali casi?

 

Indicazioni utili, con una rassegna di consigli pratici per i single che decidono di intraprendere un percorso di adozione, sono presenti sul portale web, A.M.F. , Blog sulla Spiritualità dell’Amore e Matrimonio.

 

Adozioni per single in Italia

 

L’adozione è un istituto giuridico disciplinato dalla legge 184/1983 che, dall’art. 1, sancisce il diritto del minore ad una famiglia. La domanda di adozione si condensa in un’offerta di disponibilità ad accogliere come figlio un minore in stato di abbandono.

 

In Italia, la legge succitata, stabilisce che solo le coppie sposate e legittimamente unite in un vincolo legale possono adottare un bambino. Tuttavia, al di fuori dell’adozione legittimante c’è spazio anche per i single. Con adozione legittimante si fa riferimento al caso completo e perfetto in cui ci sia un bambino adottabile ed una coppia sposata e stabile. Il bambino acquisisce il cognome e recide ogni rapporto con la famiglia d’origine.

 

Eccezioni alla normativa

 

Al di fuori di questi contorni ci sono ancora lacune colmabili e raggiungibili dai single, sebbene il bambino non acquisisca ancora lo status di figlio per loro legittimo:

 

  • Esistano rapporti stabili e duraturi tra il richiedente single ed il bambino;
  • Soggetti richiedenti uniti da vincoli di parentela fino al sesto grado fino al sesto grado;
  • Bambino, orfano di entrambi i genitori, affetto da disabilità;
  • Non è possibile affidamento preadottivo.

 

Ancora, secondo la legge sono validi e pienamente legittimanti i casi in cui la condizione di single è frutto di un subentro particolare:

 

  • Se durante il pre-affido uno dei coniugi muore o diviene incapace, il giudice può comunque procedere a consentire l’adozione nell’esclusivo interesse del minore.
  • Se durante il pre-affido la coppia si separa, l’adozione può essere concessa a uno dei due, sempre nell’esclusivo interesse del bambino.

 

 

Dall’affido all’adozione per single

 

L’affidamento, rispetto all’adozione si caratterizza per la temporaneità, il mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine e la previsione del rientro del minore nella famiglia di origine. Una riforma della legge sulle adozioni, la legge 173/2015, rafforza il legame tra questi due istituti, in nome del diritto dei minori alla continuità affettiva, se l’affidatario è consenziente.

 

Questa legge, che tutela la relazione affettiva nata nell’affido, impone che sia gli affidatari, sia il minore venga ascoltato dal giudice durante il procedimento. Non sono fissati particolari vincoli, né di stato civile né di età, per gli affidatari, salvo la maggiore età.

 

Casi di adozione internazionale per un single

 

Infine, la Sentenza n.347 del 2005 della Corte Costituzionale, ha permesso di regolamentare in maniera esaustiva anche i casi di adozione internazionale.

 

In linea generale, valgono le stesse regole e le norme di protezione valide per il minore italiano non possono non valere per lo straniero (sentenza n. 199 del 1986). L’unico vulnus è rappresentato dalla decisione che deve essere sempre in accordo con la nazione di origine del bambino.

 

Infatti, anche se la giustizia italiana prendesse le parti della persona single che ha chiesto l’adozione, la medesima sarà possibile concretamente solo qualora il Paese da cui proviene il bimbo preveda la stessa possibilità per i single di procedere all’adozione.

 

La cronaca ci dimostra che l’affetto coltivato non scoraggia la lunga burocrazia. Lo scorso marzo ad esempio, una cittadina italiana single ha conquistato il benestare del Tribunale dei Minori di Napoli per l’adozione internazionale di una bambina undicenne bielorussa.

 

La donna, dal 2016, ogni anno, ospita la bambina per 4 mesi, nell’ambito dei progetti nati per aiutare i bambini esposti alla radiazioni di Chernobyl. Con il passare del tempo l’affetto si è trasformato in una volontà sempre più profonda di crescere la minore al suo fianco.

 

Paziente e risoluta ha dato mandato per la verifica della sua pratica da parte degli enti internazionali che dovranno, a loro volta, far richiesta la governo di Minsk.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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