Animali in casa: il padrone può sfrattare l’inquilino con animali?

lentepubblica.it • 1 Dicembre 2021

padrone-puo-sfrattare-inquilino-con-animaliQuando si va in affitto, l’inquilino deve seguire alcune regole, soprattutto per quanto riguarda gli animali in casa. Ma il padrone di casa può sfrattare l’inquilino con animali? Vediamo cosa dice la legge.


Animali in casa: la convivenza fra animali e condomini può essere spesso difficile, soprattutto per certi temi, come i rumori molesti e la pulizia.

Ma cosa succede quando si è in affitto e il padrone di casa non accetta animali domestici? Oppure, il padrone di casa può sfrattare un inquilino che ha adottato animali?

Vediamo cosa dice la legge.

Animali in casa: le regole sul condominio e nei contratti di affitto

Come detto, la convivenza fra animali e condomini può non essere facile, soprattutto per quanto riguarda rumori molesti (anche a tarda notte) e la pulizia degli spazi comuni.

Per quanto riguarda il condominio, esiste la Legge 220/120, nella quale si dice che un condominio non può vietare la presenza e il possesso di animali domestici. Questo perché cani e gatti vengono considerati come parte del nucleo famigliare e vietarne la presenza significherebbe ledere i diritti personali e individuali dei proprietari.

Anche se tutti i condomini approvassero all’unanimità il divieto di possesso di animali, la clausola potrebbe essere annullata con facilità, come chiarito dal Tribunale di Cagliari nell’ordinanza n°7170/2014 del 22/07/2016.

Lo stesso, però, non vale nei rapporti tra affittuario e padrone di casa. Quest’ultimo, infatti, ha la facoltà di impedire all’inquilino di ospitare un animale domestico. Il divieto, però, deve essere esplicitato nel contratto d’affitto (che deve essere registrato).

È superfluo dire, infatti, che se siamo di fronte ad un affitto non registrato (il cosiddetto “affitto in nero”), le clausole su un eventuale divieto di possesso di animali domestici non hanno effetto e l’inquilino non è tenuto a rispettarle.

Animali in casa: l’inquilino può rischiare lo sfratto?

Lo sfratto può avvenire solamente per un grave inadempimento del contratto, che deve trovare fondamento in una clausola scritta espressa.

Se la clausola sul divieto di possesso di un animale domestico fosse presente in un contratto registrato e l’inquilino portasse un animale in casa, allora rischierebbe sicuramente lo sfratto.

Lo sfratto avverrebbe con la procedura abbreviata, prevista per chi non paga il canone o per chi resta nell’appartamento, nonostante la scadenza del contratto.

Questo caso specifico può sussistere solamente nel caso che la clausola sia presente fin dall’inizio. Infatti, il contratto di affitto, una volta che viene stipulato, non può essere modificato.

In parole povere, il padrone di casa non può aggiungere “in corso d’opera” una clausola relativa al possesso di animali in casa. Per poter aggiungere qualsiasi clausola, bisognerebbe risolvere il precedente contratto e stipularne un altro, che andrebbe, ovviamente, registrato nuovamente.

Animali in casa: gli obblighi dell’inquilino

Anche se nel contratto non sono presenti clausole che vietano il possesso di animali domestici, l’inquilino sarà comunque obbligato a seguire alcune regole.

Oltre alle regole del condominio (la pulizia degli spazi in comune e il contenimento dei rumori), sarà obbligato a mantenere l’appartamento in buono stato e di restituirlo nelle stesse condizioni in cui è stato consegnato.

 

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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