Apprendistato e flessibilità le chiavi per creare occupazione

lentepubblica.it • 23 Gennaio 2014

Confcommercio ha presentato il “Rapporto annuale sul mercato del lavoro”, dedicato all’apprendistato. E’ uno strumento che funziona: ogni mese fa emergere 3mila contratti a tempo indeterminato, mentre nel 2013 gli apprendisti nel commercio,turismo e servizi erano circa 230mila.

L’apprendistato crea buona occupazione. Lo dimostra Confcommercio, sottolineando che ogni
mese il bacino di apprendisti porta alla conferma di 3mila contratti a tempo indeterminato. Il “Rapporto annuale sul mercato del lavoro: l’apprendistato”, presentato nella sede nazionale di Roma nell’ambito del convegno sul mercato del lavoro, mostra infatti che nel terziario di mercato su 100 cessazioni ci sono 52 conferme di apprendisti. Nel 2012 gli apprendisti nel settore ammontavano a 224 mila; il rapporto tra apprendisti e dipendenti nella fascia di età 15-39 è nel commercio pari al 10,2%. In Italia la percentuale è del 7,9%, con forti differenze tra Nord, Centro (8,6%) e Sud (5,7%). La stima di Confcommercio è che nel 2013 gli apprendisti nel terziario di mercato saliranno a 230 mila. “Disponiamo di uno strumento che funziona – ha commentato il responsabile dell’Ufficio studi, Mariano Bella, Bella – e bisognerebbe migliorarne la fruibilità spostando verso l’alto gli avviamenti”. Dal 2005 al 2012, a prescindere dai fenomeni recessivi, “la quota delle trasformazioni in conferme – sottolinea il Rapporto – è sostanzialmente crescente. Per questo bisogna fare in modo di accelerare il ritmo di questo fenomeno”. Nel Mezzogiorno lo strumento è utilizzato poco e male e quindi bisognerebbe renderlo pienamente fruibile proprio laddove ce n’è maggiore bisogno. Lo studio presenta inoltre un confronto con il mercato del lavoro tedesco. In Germania l’apprendistato “crea occupazione in misura notevolmente superiore” che in Italia. “Il rapporto fra apprendisti nei due Paesi è vicino a 3. Dunque, la Germania dispone di strumenti specifici per creare occupazione in particolari segmenti dell’offerta di lavoro”. Secondo Confcommercio, infine, la flessibilità del mercato del lavoro che scongiura il pericolo di eccessiva disoccupazione in generale e di quella generale in particolare”. Dal confronto a livello europeo emerge, inoltre, che la flessibilità avvicina lavoratori e imprese.
FONTE: Confcommercio
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