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Arrivano le Smart Vending: caffè e cappuccino personalizzati

lentepubblica.it • 14 Settembre 2016

RADIO-FORTUNE-CS6Arrivano le smart vending, pronte a invadere un mercato che in Italia vale 3,4 miliardi di euro: coccolano il cliente, il quale potrà crearsi un menù tutto personale.

 

Prepariamoci a dire addio a caffè e bevande sempre tutte uguali che escono dalle macchinette dell’ufficio. Le smart vending, pronte a invadere un mercato che in Italia vale 3,4 miliardi di euro, coccolano il cliente, il quale potrà crearsi un menù tutto personale. “Grazie ai monitor touch il distributore automatico permette più di cento combinazioni di prodotti — spiega Massimo Trapletti, presidente di Bianchi Vending, azienda bergamasca che progetta e mette sul mercato i distributori d i nuova generazione — cappuccino con cioccolato o cannella, bevande a cui è possibile aggiungere granelle , muesli o sciroppi, con la possibilità di scegliere tra marche e sapori diversi. Facciamo vivere un’esperienza alla Starbucks, a partire dal modello coffe-to-g o con la bevanda chiusa da un tappo da consumarsi anche alla scrivania”.

 

Ci sono già in commercio distributori a riconoscimento facciale: il cliente viene registrato e rimane memoria delle sue consumazioni, quindi dei suoi gusti. “Ciò permette di proporgli dei pacchetti su misura e magari, a livello di marketing, sconti o programmi fedeltà che lo faranno risparmiare” prosegue l’imprenditore, secondo il quale, però, finirà anche l’era del prezzo fisso su ogni prodotto: la personalizzazione delle scelte porterà quindi a un (possibile ) aumento del pricing finale. Insomma, tutto sta cambiando in un settore che, tra uffici, mense aziendali o scolastiche, aree di ristoro, sale d’attesa in stazioni o metropolitane, conta su 800 mila distributori installati che nel 2015 hanno erogato 10,5 miliardi di consumazioni a 30 milioni di clienti.

 

Ancora molto grande è lo spazio di crescita per le smart vending, dotate di controllo a distanza per le ricariche dei prodotti e modalità di pagamento in remoto. Già, perché anche il servizio conta molto. Ad esempio, sul lato del pagamento esistono app dedicate, senza contare il mondo delle carte elettroniche bancarie.

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Fonte: Confcommercio
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