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Assemblea straordinaria – Più di 700 sindaci al Quirino di Roma – Interventi

lentepubblica.it • 29 Gennaio 2014

Oltre 700 tra sindaci e amministratori locali in un Teatro Quirino di Roma stracolmo. Inizia cosi’ l’Assemblea straordinaria dei sindaci italiani convocata dall’Anci, convocata all’indomani dell’incontro con il governo sulla Tasi e per ribadire la necessita’ di riprendere il percorso autonomista per i Comuni.

“Serve un progetto serio di rilancio per l’autonomia dei Comuni – dice il sindaco di Catania Enzo Bianco – perche’ oggi i sindaci hanno le mani legate. Sevono progetti seri per il rilancio dell’intero Paese, basati sulla valorizzazione delle citta’ e dei territori”.
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 “L’Anci proporra’ a tutti i candidati sindaco dei 4500 Comuni che quest’anno andranno al voto di assumere il tema dell’autonomia come nodo centrale dei propri programmi elettorali. Vorremmo che le prossime elezioni amministrative costituiscano un nuovo patto tra sindaci e cittadini”. Lo afferma il presidente dell’ANCI Piero Fassino, parlando nel corso dell’Assemblea straordinaria dei sindaci in corso al Teatro Quirino di Roma.
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 “Questa soluzione vale per il 2014, e su questa soluzione ci assumeremo come sindaci le nostre responsabilita’. Ma dal 2015 o si imposta un progetto serio di autonomia, o cominceremo a confliggere duramente”. Lo afferma il sindaco di Livorno e coordinatore delle Anci regionali, Alessandro Cosimi, intervenendo nel corso dell’Assemblea straordinaria dell’Anci al Teatro Quirino di Roma.
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“E’ l’ora di avviare una grande iniziativa, un Patto tra Comuni, governo e Parlamento, gia’ a partire dai prossimi mesi: con la riforma del Senato e le altre riforme istituzioinali nasca una nuova Carta delle Autonomie, con cui si riconsegni ai Comuni quella centralita’ senza la quale non puo’ esistere una reale ripresa dei territori, e dunque del Paese”.
Lo afferma il sindaco di Catania, Enzo Bianco, intervenendo nel corso dell’Assemblea straordinaria dell’Anci in corso al Teatro Quirino di Roma.
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“Quest’assemblea sia uno spartiacque tra un modo di rapporti che non siamo piu’ disposti ad accettare e cio’ che vogliamo per il futuro. Non vogliamo piu’ accettare la sensazione sgradevole che si respira ogni volta che siamo guardati da Roma come dei pezzenti e dei centri di spesa”. Lo afferma il sindaco di Vicenza Achille Variati, nel corso dell’Assemblea straordinaria dell’Anci a Roma.
“Stanno cercando di distruggere – afferma Variati – quel patrimonio di fiducia da parte dei cittadini che ogni giorno cerchiamo di costruire, e questo non possiamo permetterlo”.
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“Dato che di questo governo non mi fido minimamente, credo che dobbiamo ricontrollare i conti fatti. Non vorrei che quella dei 700 milioni a ristoro dei mancati introiti Imu sia una proposta che il governo fa solo per dilazionare i tempi”. Lo afferma il sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia, Attilio Fontana, nel corso dell’assemblea straordinaria dell’Anci a Roma.
“Inoltre – aggiunge – dobbiamo fare in modo che non passi il messaggio per cui sono i sindaci a voler aumentare le tasse locali”.
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“Non siamo più disposti ad accettare ogni cosa, a partire dall’assurdo Patto di stabilità: va eliminato”. Lo afferma il presidente di Anci Veneto Giorgio Dal Negro, intervenendo all’assemblea straordinaria dell’Anci oggi a Roma.
In merito all’accordo sulla Tasi raggiunto con il governo, poi, Dal Negro sottolinea: “I nostri conti parlano di 1,3 miliardi di ammanco, e non di 700 milioni: la soluzione trovata rischia di non far quadrare i conti”.
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“Non restiamo chiusi nella noce di cocco della finanza locale: possiamo avere i bilanci in ordine, ma se ci viene impedito di investire i nostri cittadini saranno comunque scontenti e non avranno servizi migliori”. Lo dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, nel corso dell’assemblea straordinaria dell’Anci a Roma.
“In base a quale malsana scelta – cita ad esempio Orlando – si impedisce ai Comuni di sostituire una maestra d’asilo, pur avendo soldi e graduatorie pronte?”. Lo stesso discorso, per il sindaco, vale anche su settori “come il trasporto pubblico locale, la sanita’ e il welfare, l’emergenza abitativa”.
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“Dobbiamo superare definitivamente il paradosso per cui si continuano a salvare i conti dell’Italia sulla faccia dei Comuni”. Lo afferma il delegato ANCI alla finanza locale e sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, nel corso dell’Assemblea straordinaria dell’ANCI a Roma.

Castelli aggiunge ulteriori osservazioni sulla legge elettorale, “che deve consentire di recuperare il rapporto tra cittadini, eletti e territori”, sulla riforma del Sentato, “che non sia il Senato delle Regioni ma dia la possibilita’ ai Comuni di far conoscere le reali dinamiche di cassa e competenza alla politica nazionale”.
Infine, sulle Regioni: “Serve una riforma – dice Castelli – che non renda automatici i  riflessi finanziari negativi che si scaricano su Comuni nella distribuzione di fondi come quelli sulla sanita’ o sul dissesto idrogeologico”.
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“E’ arrivato il momento di insistere sull’autonomia e sul rispetto dei ruoli istituzionali”. Lo afferma il sindaco di Chieti e delegato ANCI al Personale Umberto Di Primio, nel corso dell’assemblea straordinaria dell’Anci a Roma.
Di Primio insiste in particolar modo sul fatto che “la Corte dei Conti non puo’ essere un organo di indirizzo per i Comuni. Non ci siamo mai sottratti ai controlli, ma non possiamo farci dettare dalla Corte dei Conti le linee d’azione del governo dei territori”. L’esponente dell’Anci invoca inoltre “un piano straordinario sulla casa, che rilanci gli investimenti e soprattutto dia finalmente risposta alle troppe famiglie con disagio abitativo”.
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“Troppi provvedimenti normativi assurdi ci hanno stretto in una tenaglia che ci immobilizza. E’ su questo che bisogna aprire adesso una discussione, che sia anche conflitto se le cose non cambieranno”. Lo afferma il sindaco di Lamezia terme Speranza, nel corso dell’assemblea straordinaria dell’Anci a Roma.
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“Va rimesso al centro un elemento di rottura, perche’ rischiamo oggi che venga minata la tenuta e l’autorevolezza dei Comuni”. Lo sostiene il sindaco di Imola e presidente di Anci Emilia-Romagna Daniele Manca, nel corso dell’assemblea straordinaria dell’ANCI a Roma.
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“Oggi a Milano le detrazioni sull’imposizione immobiliare valgono 108 milioni. Utilizzando la leva dello 0,8 per mille sulla Tasi possiamo arrivare al massimo a coprire 80 milioni. Dovremo utilizzare ancora la leva fiscale”.

L’allarme viene lanciato da Francesca Balzani, assessore al Bilancio di Milano, che esprime inoltre “enorme preoccupazione, dato che solo a Milano la differenza di gettito tra Imu e Tasi e’ di 100 milioni: per questo – dice – temo che le stime di 720 milioni che il Mef si e’ impegnato a coprire siano comunque insufficienti. Credo – conclude – che il governo debba darci nero su bianco la garanzia che il differenziale di gettito verra’ coperto anche nel caso in cui si rivelasse maggiore delle cifre del Tesoro”.

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“Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti dall’ANCI, ma purtroppo non si apre ancora una nuova stagione culturale e politica a favore dei Comuni”. Lo sostiene il sindaco di Potenza Vito Santarsiero, intervenendo nel corso dell’assemblea straordinaria dell’ANCI a Roma.

“Questo – dice Santarsiero – e’ un Paese che non crede nei Comuni. Dobbiamo spiegare e far finalmente capire che noi siamo un esempio virtuoso da portare in campo per lo sviluppo dell’intero Paese. E tutto questo mettendo innanzitutto in evidenza che questo e’ uno Stato che continua a spendere mentre noi risparmiamo: non si conosce ancora la destinazione di quegli 11 miliardi che negli ultimi anni abbiamo tagliato al comparto dei Comuni”.
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“Manca ancora della strada, ma ci sono le condizioni per parlare dell’inizio di un’inversione di tendenza nei rapporti con il Governo, a partire dai piccoli Comuni”. Lo afferma il coordinatore ANCI dei piccoli Comuni Mauro Guerra, intervenendo nel corso dell’Assemblea straordinaria dell’ANCI a Roma.
“Gli ultimi incontri con il governo – dice Guerra – ci hanno consentito di arrivare vicino all’obiettivo che ci poniamo da tempo, ovvero quello di portare i Comuni fuori dalla condizione di assoluta impraticabilità amministrativa in cui erano costretti, soprattutto a causa del Patto di stabilità. Proprio ieri – ricorda ancora l’esponente dell’ANCI – il governo ha acconsentito ad attivare un tavolo tecnico che verifichi la possibilità di un superamento totale del Patto per i Comuni fino a 5 mila abitanti, un risultato importantissimo ottenuto grazie all’ostinata iniziativa dell’ANCI, che ci consentirà di liberare risorse per investimenti sui territori”.
Adesso “c’è la necessità di riconfermare questo risultato, insieme alle altre misure su Giunte e Consigli comunali dei piccoli Comuni contenute nel Ddl Delrio, che ci auguriamo il Senato approvi in fretta, ridando così un minimo di dignità alle dimensioni degli organi amministrativi dei piccoli Comuni, che non costano niente e rappresentano un presidio di democrazia”.
Intanto, conclude Guerra, “lavoriamo ancora per rimuovere il limite del doppio mandato nei piccoli Comuni e per portare a un livello più accettabile il limite all’indebitamento, passato già all’8% contro il 4% degli anni scorsi
FONTE: Anci
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