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Aziende: le 5 cose che non possono non fare con il loro sito nel 2016

lentepubblica.it • 29 Giugno 2016

servizi telematiciSe negli anni ’90 per le aziende era obbligatorio avere un sito, nel 2016 è un fatto che si dà semplicemente per scontato. Allo stesso tempo però, gli standard si sono alzati, e semplicemente essere presenti su internet non è più sufficiente. Se non viene gestito nel modo corretto, un sito aziendale è condannato all’invisibilità, rischiando di diventare una risorsa non sfruttata e quindi uno spreco. Con delle azioni mirate invece, potrà diventare un vero strumento di marketing.

 

In questo articolo vogliamo quindi indicare gli aspetti più importanti da cui cominciare.

 

Usare un linguaggio pensato per i potenziali clienti

Il punto centrale della rete sono gli utenti, che sono ormai abituati a trovare facilmente informazioni e opinioni su qualsiasi prodotto. Di conseguenza, le aziende dovranno adeguare il modo in cui si presentano nel loro sito, eliminando espressioni come “siamo un’azienda leader nel settore,” o “la nostra esperienza al vostro servizio,” che ai visitatori suoneranno vuote e senza significato. Per comunicare al meglio, la domanda da porsi sarà piuttosto: come posso risolvere i problemi dei miei clienti?

 

Creare una sezione news

I motori di ricerca vogliono siti che siano utili per gli utenti, e il vostro non fa eccezione. Per questo motivo è importante aggiornare spesso i contenuti, e il modo migliore di farlo sarà creare una sezione news (detta anche blog aziendale), evitando però un linguaggio autoreferenziale e concentrandosi invece su argomenti che interessano direttamente il pubblico di riferimento. Al contrario, un sito statico, fatto solo di pagine istituzionali rischia di godere di scarsa considerazione.

 

Analizzare le statistiche

Quanti visitatori arrivano al sito? Da quali canali (social, Google)? Da quale parte del mondo? Sono solo alcune delle statistiche che è necessario analizzare per poter espandere la propria presenza sul web. Lo strumento di misurazione più usato in questi casi è Google Analytics, che è in grado di fornire decine di statistiche diverse ed è totalmente gratuito.

 

Tradurre in altre lingue

Per chi si rivolge anche al mercato estero, o in tutti i casi in cui il sito può essere di interesse anche per chi non parla l’italiano, sarà necessario tradurlo in altre lingue. Attenzione però: per essere visibile agli utenti stranieri, una traduzione, per quanto ben fatta, sarà solo il primo passo, al quale dovranno seguire altri accorgimenti tecnici per posizionare il sito anche per le ricerche dall’estero.

 

Rendere il sito adatto a smartphone e tablet

Il traffico internet da dispositivi mobili ha ormai superato quello dai computer di casa. Una volta riprodotto sullo schermo di uno smartphone però, un sito tradizionale avrà caratteri piccolissimi da leggere e sarà difficile da navigare. Per non perdere una buona parte del traffico, e non essere penalizzati dai motori di ricerca, è diventato quindi imprescindibile renderlo “responsive”, ovvero navigabile anche da dispositivi mobili.

 

Kékrika è un’agenzia di web marketing che aiuta le aziende dell’eccellenza italiana ad espandersi in Italia e all’estero.

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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