Bollo Auto 2019: una guida alle informazioni più utili

lentepubblica.it • 26 Aprile 2019

Bollo Auto 2019: una guida alle informazioni più utili. Il bollo auto è una tassa sulla proprietà, non sulla circolazione di un veicolo. La scadenza bollo auto è fissata al mese successivo a quello della sua immatricolazione.


In caso di mancato pagamento il codice stradale, all’articolo 96, sancisce che dopo tre anni consecutivi di mancato pagamento l’A.C.I. notificherà al proprietario la richiesta dei motivi dei mancati pagamenti. Tempo di risposta concesso: un mese dalla data della notifica. Successivamente l’A.C.I. chiederà la cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi P.R.A. ed il conseguente ritiro delle targhe.

Contro il provvedimento di cancellazione si può fare ricorso entro trenta giorni al Ministro delle finanze.

In caso di circolazione dopo la cancellazione si applicano le sanzioni amministrative.

Per sapere di più consulta il nostro articolo.

La normativa

I punti, della legge finanziaria, su quale ci fermeremo sono:

  • Riduzione del 50% bollo per le auto storiche;
  • Esonero di pagamento per chi si avvale della 104;
  • Aumento dell’importo del bollo per le auto inquinanti;
  • Rottamazione tar.

Riduzione del 50% bollo per le auto storiche

Chi possiede un’auto storica compresa tra i 20 e i 29 anni potrebbe usufruire della riduzione del 50%.

Oltre a presentare il Certificato di rilevanza storica e collezionistica, occorre esibire i seguenti documenti:

  • Carta di circolazione aggiornata;
  • Carta di circolazione in originale o in copia fronte/retro leggibile;
  • Documento d’identità e codice fiscale del proprietario del veicolo

Esonero di pagamento per chi si avvale della 104

L’esenzione del bollo auto è prevista per chi si avvale della Legge 104 dunque:

  • Non vedenti;
  • Sordi;
  • Disabili con handicap psichico o mentale titolari d’indennità di accompagnamento;
  • Disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni;
  • Soggetti disabili con ridotte o impedite capacità motorie.

Anche i familiari, che hanno a fisicamente a carico il disabile, possono beneficiare dell’esenzione solo nel caso che i veicoli siano utilizzati per la mobilità del familiare disabile e che il suo reddito annuo non superi i 2.840 euro.

Aumento dell’importo del bollo per le auto inquinanti

Le intenzioni del ministro dell’ambiente Sergio Costa erano quelle di utilizzare il bollo auto per colpire i veicoli maggiormente inquinanti, penalizzando così le vetture di classe Euro 3 e inferiore.

In realtà il bollo auto 2019 non ha subito alcun aumento perché le vetture hanno un costo in base ai kW e alla loro classe d’inquinamento.

Classi <100 kW >100 kW
Euro 0 3,00 € al kW 4,50€ al kW
Euro 1 2,90 € 4,35€
Euro 2 2,80 € 4,20€
Euro 3 2,70 € 4,05€
Euro 4-5-6 2,58 € 3,87€

 

Rottamazione ter

La rottamazione ter consente di estinguere i debiti contenuti nelle cartelle di pagamento versando le somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora.

Secondo quanto scritto nel sito dell’agenzia dell’entrate:

Non rientrano nel beneficio alcune tipologie di carichi:

  • recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione Europea;
  • crediti derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei Conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali.

Con la Definizione agevolata 2018 (cosiddetta “rottamazione-ter”) è possibile “rottamare” i debiti relativi a somme affidate dagli Enti creditori ad Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.

È necessario presentare la richiesta di “rottamazione” per:

  • i debiti per i quali non è mai stata chiesta una precedente Definizione agevolata;
  • i debiti per i qualisi era già aderito alle precedenti edizioni delle “rottamazioni” (DL n. 193/2016 e DL n. 148/2017), e non si era provveduto al pagamento delle rate;
  • i debiti per i quali non è mai stata presentata domanda di Definizione e, per effetto di pagamenti già effettuati, risultano ancora dovute unicamente le somme a titolo di sanzioni e interessi di mora.

Clicca qua per sapere di più.

L’Agenzia delle entrate invierà agli interessati, entro il 30 giugno 2019, una “Comunicazione” contenente il nuovo piano per il pagamento dell’importo ancora dovuto a titolo di Definizione agevolata, ripartito in 10 rate consecutive di pari importo (distribuite in 5 anni), con scadenza a luglio e novembre di ciascun anno. La scadenza della prima rata è fissata per legge al 31 luglio 2019.

Fonte: articolo di Sarah Prestigiacomo
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