Bollo Auto a consumo, ecco la nuova proposta cui si sta lavorando

lentepubblica.it • 20 Novembre 2018

bollo-auto-a-consumoSi annuncia una rivoluzione: il bollo auto “a consumo” sarebbe l’ultima idea. La proposta arriva dal Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.


Non c’è ancora un disegno di legge sul tema bollo auto ma i ‘rumours’ molto insistenti parlano di una sua imminente modifica.

 

Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha infatti annunciato, a margine di un incontro per il miglioramento della qualità dell’aria a Roma, l’intenzione da parte del suo ministero di introdurre il “bollo auto a consumo”.

 

Il piano di Sergio Costa

 

Limitazioni della circolazione dei veicoli maggiormente inquinanti (già a partire dal 1 gennaio 2019), promozione di nuove infrastrutture per i veicoli elettrici e per la mobilità ciclo-pedonale, obbligo all’installazione di generatori di calore alimentati a biomassa con ridotte emissioni di inquinanti, favorire l’uso di carburanti alternativi, sollecitare l’utilizzo di vernici che assorbono il PM10 in fase di ristrutturazione degli immobili e di costruzioni di nuovi.

 

Queste alcune delle azioni previste dall’accordo che individua un largo ventaglio di interventi da aggiungere a quelli già previsti dalle norme e dal piano della qualità dell’aria vigenti.

 

Bollo auto a consumo?

 

Il “Piano Anti Smog”, ha avanzato l’ipotesi di fissare i parametri di calcolo del bollo auto sulla base dei consumi di carburante e delle effettive emissioni prodotte dai veicoli. La Commissione trasporti del Parlamento Europeo aveva già anticipato di voler proporre l’abolizione del bollo auto così come lo conosciamo, e l’istituzione del cosiddetto bollo europeo. Si tratta di una tassa unica per tutti i paesi membri e implicherebbe l’installazione di una scatola nera in grado di rilevare il chilometraggio percorso dai veicoli.

 

L’ipotesi più probabile è che si vada nella direzione indicata dal Parlamento europeo che ha auspicato un modello basato sul contributo della singola vettura all’inquinamento da CO2 che è stimato nel libretto di ciascuna vettura. Un altro metodo potrebbe basare il pagamento del bollo sul consumo di carburante favorendo chi per spostarsi utilizza poco l’automobile.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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