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Bonus acqua potabile: ecco tutto quello che c’è da sapere

lentepubblica.it • 20 Ottobre 2021

bonus acqua potabileIl bonus acqua potabile è un credito d’imposta pensato per ridurre il consumo di plastica. Vediamo di cosa si tratta nello specifico.


Bonus acqua potabile: la nuova agevolazione fiscale è pensata per ridurre il consumo di plastica e razionalizzare l’utilizzo dell’acqua potabile. Si tratta di un credito d’imposta sulle spese sostenute per il miglioramento qualitativo delle acque.

Vediamo di cosa si tratta, come funziona e come fare richiesta.

Bonus acqua potabile: cos’è

Il bonus acqua potabile è un’agevolazione economica introdotta dalla Legge di Bilancio 2021, diventata operativa dal 17 giugno 2021.

L’agevolazione è riservata a chi acquista sistemi utili a migliorare la qualità dell’acqua potabile, sia a casa che in un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale. Si tratta, quindi, di un credito d’imposta sulle spese sostenute sia per un miglioramento della qualità dell’acqua potabile e sia per la riduzione del consumo di contenitori di plastica.

Il bonus si articola come un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute tra il primo gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022, per l’acquisto o l’installazione di sistemi di:

  • Mineralizzazione;
  • Filtraggio;
  • Addizione di anidride carbonica alimentare (E290) o raffreddamento.

I richiedenti, quindi, potranno ricevere un rimborso della metà della spesa sostenute per l’acquisto di questi sistemi.

Bonus acqua potabile: come funziona

bonus acqua potabileIl bonus, come detto, è stato pensato per razionalizzare l’uso dell’acqua potabile ed evitare sprechi, ma anche per ridurre il consumo di contenitori di plastica, utilizzati spesso per l’acqua potabile.

Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, è stata incaricata del monitoraggio del consumo dei contenitori di plastica.

Perciò, l’azienda trasmetterà telematicamente una relazione al Ministero della Transizione Ecologica, al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Ministero dello Sviluppo Economico.

I richiedenti potranno richiedere un rimborso fino a 500 euro per la spesa sostenuta. Perciò, il credito d’imposta del 50% potrà essere richiesto per spese fino ad un massimo di 1000 euro, che siano state sostenute dal primo gennaio 2021 al 31 dicembre 2022, per ciascun immobile, per quanto riguarda le persone fisiche.

Per le attività invece, sarà possibile richiedere un credito d’imposta su spese fino a 5000 euro.

Le agevolazioni, però, dovranno sottostare al tetto massimo fissato per il bonus: nella Legge di Bilancio, infatti, sono stati previsti 5 milioni l’anno, per i prossimi tre anni. Perciò, a seconda del numero di richieste che arriveranno, verrà calcolato il credito d’imposta. Se si dovesse superare il limite, la percentuale dei bonus potrebbe abbassarsi.

Bonus acqua potabile: chi può richiederlo

Il bonus acqua potabile è riservato sia ai privati cittadini che alle imprese.

Nello specifico, i soggetti richiedenti sono:

  • Persone fisiche;
  • Soggetti esercenti in arti, professioni o attività d’impresa;
  • Enti non commerciali, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti e gli enti che appartengono al terzo settore.

Bonus acqua potabile: come fare domanda

Per poter richiedere il bonus, sarà necessario presentare la documentazione di tutte le spese sostenute, tramite fattura elettronica o documento commerciale, che presenti il codice fiscale del soggetto richiedente. Le persone fisiche dovranno effettuare il pagamento attraverso versamento bancario, postale o con altri sistemi di pagamento diversi dai contanti.

Poi, sarà necessario compilare il modulo di domanda presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

La richiesta potrà essere inviata, in via telematica, dal 1° al 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui si sono sostenute le spese per l’installazione degli impianti e di consumo di acqua potabile.

La domanda potrà essere inviata tramite:

  • L’area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • I canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Dopo averla inviata, il richiedente riceverà, entro 5 giorni, una ricevuta che attesta la presa in carico della domanda.

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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