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Camera di commercio: attività e servizi svolti

lentepubblica.it • 31 Ottobre 2018

camera-di-commercioLa Camera di Commercio è un ente autonomo facente parte del diritto pubblico con funzioni di promozione, amministrative e di supporto all’attività economica del territorio.


 

Le Camere di CommercioIndustriaArtigianato Agricoltura (CCIAA) svolgono funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese. Si occupano dello sviluppo nell’ambito delle economie locali.

 

Esse hanno sede in ogni capoluogo di provincia e la loro circoscrizione territoriale coincide solitamente con quella della provincia. Esercitano anche le funzioni ad esse delegate dallo Stato e dalle Regioni, nonché quelle derivanti da convenzioni internazionali.

 

È un ente non economico, non persegue finalità di lucro. La Camera di Commercio può esercitare attività economiche soltanto in misura marginale ed in modo funzionale al perseguimento degli obiettivi istituzionali.

 

 

Gli organi della Camera di Commercio

 

Ogni Camera di Commercio è dotata di tre organi, ciascuno dei quali dura in carica cinque anni:

 

  • un Consiglio, a cui spettano i poteri generali di indirizzo politico-amministrativo dell’ente; ci sono da 20 a 30 consiglieri in rappresentanza di tutti i settori dell’economia provinciale, a cui si aggiungono 2 rappresentanti dei lavoratori e dei consumatori;
  • una Giunta che rappresenta l’organo esecutivo dell’ente, con un numero di membri variabile da 5 a 11; e linee programmatiche fissate dal Consiglio vengono appunto attuate dalla Giunta attraverso una attività progettuale e propositiva;
  • un Presidente, eletto dal Consiglio, con il compito di convocare e presiedere la Giunta e il Consiglio e a cui spetta la rappresentanza legale dell’ente.

 

Esiste anche un quarto organo, con le funzioni di controllo e verifica della corretta gestione economico finanziaria e della regolarità contabile: è il Collegio dei revisori dei conti, formato da tre membri effettivi e due membri supplenti.

 

Di base le Camere di Commercio sono sottoposte alla vigilanza del Ministero delle Attività Produttive, che si esplica nella forma del controllo su alcuni atti amministrativi fondamentali e attraverso una rendicontazione annuale circa l’attività delle Camere di Commercio e delle loro Aziende speciali.

 

Quali sono le funzioni della Camera di Commercio?

 

Si possono distinguere in tre principali categorie le funzioni della Camera di Commercio:

 

  1. amministrative: sono attribuite per legge o delegate dallo Stato o dalle Regioni; rientrano in tale ambito tutte le attività riguardanti la tenuta di registri, elenchi, albi e ruoli, gli adempimenti burocratici connessi, la gestione di un completo e affidabile sistema di informazione commerciale;
  2. promozionali: per varie iniziative volte a sostenere l’economia della provincia ed il sistema delle imprese; rientrano in questa categoria i bandi per contributi alle imprese, le partecipazioni a società, consorzi, associazioni, le attività svolte a mezzo di aziende speciali costituite per svolgere servizi ad elevata competenza specialistica attraverso strutture snelle e flessibili;
  3. regolazione del mercato: l’istituzione di camere arbitrali, sportelli di conciliazione, la promozione di contratti tipo per categorie omogenee di attività, la partecipazione a conferenze di servizi, la vigilanza per la repressione delle azioni di concorrenza sleale, la costituzione di parte civile nei processi per reati contro l’economia.

 

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Registro delle imprese: a cosa serve?

 

L’attività più importante svolta dalle Camere di Commercio è il Registro delle Imprese, al quale sono obbligate ad iscriversi tutte le imprese.

 

Questo compito di anagrafe delle imprese presenti in Italia è stata affidata alle CCIAA con una legge di riordino del 1993.

 

L’iscrizione al Registro delle Imprese, reso obbligatorio e istituito per legge dal 1993, serve per motivi di riconoscibilità, trasparenza e di governo delle imprese.

 

Rappresenta un passaggio da seguire per tutte le attività commerciali e le aziende che vogliono beneficiare dei servizi delle Camere di Commercio: eventi e fiere, supporto per l’accesso al credito e per il cofinanziamento di iniziative di carattere regionale e provinciale.

Tutte le imprese individuali o collettive che svolgono attività di trasporto, attività bancaria, assicurativa, industriale, mercantile, hanno l’obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio.

 

Qual è questo costo? È relativo alla ComUnica, cioè alla comunicazione unica, messa in atto oggi per sveltire tutte le pratiche relative anche al Registro delle Imprese, Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL e CCIAA.

 

Una procedura telematica che non richiede alcuna installazione di software denominato ComUnica Impresa che guida l’utente nella compilazione del modulo (la firma dovrà essere in digitale).

 

Una volta rinviato il modulo compilato, la Camera di Commercio, comunica entro 5 giorni l’iscrizione all’indirizzo PEC dell’utente e rilascia il certificato d’iscrizione alla Camera di Commercio.

 

È previsto il versamento di una tassa di concessione governativa, dei diritti di segreteria e di un’imposta di bollo, annualmente si deve pagare il diritto camerale annuale.

 

Quest’ultimo varia in base alla sede della Camera di Commercio, a seconda della categoria di appartenenza può essere in misura fissa oppure variare in base al fatturato ed al numero di unità locali.

 

Unioncamere

 

Unioncamere è  l’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, l’ente pubblico che unisce e rappresenta istituzionalmente il sistema camerale italiano.

 

Dal 1901 realizza e gestisce servizi e attività di interesse delle Camere di Commercio e delle categorie economiche, coordinando le iniziative del sistema attraverso direttive e indirizzi agli organismi che ne fanno parte.

 

L’ente stipula con le amministrazioni centrali dello Stato, gli enti pubblici nazionali o locali, accordi di programma, intese e convenzioni. Questo per promuovere e sostenere il raccordo del Sistema camerale con le organizzazioni imprenditoriali, dei consumatori e dei lavoratori.

 

A livello europeo assicura la rappresentanza delle Camere di commercio italiane in seno a Eurochambres, l’associazione che riunisce i sistemi camerali d’Europa. Si occupa di curare il raccordo con gli altri sistemi camerali d’Europa, fornire assistenza alle Camere italiane nella presentazione di progetti a valenza europea e curare la realizzazione di studi su temi di rilievo per le politiche comunitarie.

 

Si compone di cinque organi:

 

  • Presidente,
  • Assemblea, composta dai presidenti delle Camere di commercio e della Chambre della Regione Valle d’Aosta,
  • Comitato esecutivo è composto dal presidente dell’Unioncamere, dai vicepresidenti, dai presidenti delle unioni regionali delle Camere di commercio, dal presidente della Chambre della Valle d’Aosta e da sei presidenti di Camera di commercio eletti dal consiglio generale,
  • Ufficio di presidenza composto dal presidente e dai vicepresidenti,
  • Collegio dei revisori nominato con delibera dell’Assemblea di Unioncamere.

 

 

Alcune categorie sono obbligate ad iscriversi alla sezione ordinaria del Registro delle imprese presso la camera di commercio:

 

  • gli imprenditori commerciali,
  • le società di persone,
  • società di capitali,
  • le società cooperative,
  • i consorzi con attività esterna,
  • le società consortili,
  • ulteriori soggetti, in base alla normativa vigente.

 

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Riforma Madia: cosa cambia per le Camere di Commercio?

 

 

La cosiddetta Riforma Madia, Legge 124/2015 recante “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” ha apportato delle modifiche nelle funzioni e nel finanziamento delle Camere di Commercio.

 

La riforma prevede un piano di razionalizzazione della PA per rendere più efficiente ed efficace la governance delle Camere di commercio.

 

Riduce da 95 a 60 il numero delle Camere e da 96 a 58 quello delle aziende speciali. Viene salvaguardata la presenza di almeno una Camera di Commercio in ogni Regione; si crea un accorpamento delle Camere di Commercio con meno di 75 mila imprese iscritte; ogni provincia autonoma o città metropolitana potrà mantenere una Camera di Commercio.

 

Fonte: articolo di Mariangela De Pasquale
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