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Si possono portare i cani a lavoro in Italia? Ecco cosa dice la legge

lentepubblica.it • 22 Dicembre 2021

cani a lavoroLasciare un cane da solo, ogni mattina per andare in ufficio, può essere difficile. Ma si possono portare i cani a lavoro? Vediamolo insieme.


All’estero, molte aziende e uffici hanno permesso ai loro dipendenti di portare i cani a lavoro. In questo modo, gli animali non rimangono soli in casa per troppo tempo e anche i dipendenti possono ricevere giovamento, in fatto di benessere e riduzione dello stress.

L’Italia, rispetto ad altri Paesi, è ancora molto indietro su questo fronte, anche se alcune grandi multinazionali, presenti anche in Italia, permettono di portare i cani a lavoro. Alcuni esempi sono Nintendo, Google Italia, Gruppo Unicredit e Mars Italia.

Vediamo insieme cosa dice la legge sui cani a lavoro in Italia.

Cosa dice la legge in Italia sul portare i cani a lavoro

In Italia, non esiste una normativa specifica che disciplini la presenza di cani sui luoghi di lavoro.
Per portare, però, i cani sul posto di lavoro, bisogna fare riferimento ad alcune regole:

  • La legislazione generale, che impone di salvaguardare la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro (art. 2087 del Codice Civile). In alcuni luoghi di lavoro, perciò, sarà vietato portarli come ospedali e stabilimenti industriali con lavorazioni ad alto rischio;
  • Regolamenti aziendali interni, che possono richiedere l’applicazione di alcune regole oppure applicare alcuni divieti.

Per quanto riguarda la tutela sui luoghi di lavoro, tra le regole di cui tenere conto c’è anche l’approccio ai cani degli altri dipendenti. Bisognerà tenere conto dell’allergia, della paura o del fastidio dei colleghi, prima di decidere di portare il proprio cane in ufficio.

Il dipendente che viola qualsiasi punto del regolamento interno dell’ufficio, rischia una sanzione, un rimprovero o la sospensione, a seconda della gravità del caso.

Spesso, negli uffici in cui viene concesso l’accesso ai cani, vengono riservate delle aree riservate, dove possono giocare e riposare, in attesa della fine della giornata di lavoro del padrone.

Cani a lavoro: quali sono le regole per portarli sui luoghi di lavoro

cani a lavoroL’accesso ai cani sui luoghi di lavoro è possibile, se vengono rispettate le regole e le prescrizioni impartite dal Ministero della Salute, riguardanti l’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani.

Ecco quali sono le regole per i cani a lavoro:

  • Obbligo di museruola, se richiesto dalle autorità competenti o dal datore di lavoro, per non mettere a rischio gli altri dipendenti;
  • Obbligo di guinzaglio, che non deve essere superiore ai 150 cm, nei luoghi aperti al pubblico;
  • Registrazione all’Anagrafe canina e dotazione obbligatoria di microchip, inserito entro i primi due mesi di vita (così come specificato dalla legge);
  • Mantenere la pulizia dell’animale e dei luoghi in cui si trova, portando tutto il materiale possibile (paletta, bustine e salviette) per evitare che il cane sporchi i luoghi di condivisione.

D’altra parte, l’ufficio o il luogo di lavoro s’impegna a garantire degli spazi e condizioni favorevoli per i cani in custodia.

Responsabilità del cane sul luogo di lavoro

In caso di danni arrecati a luoghi o persone, è il padrone del cane ad essere responsabile del proprio cane.
Nel caso si presentino danni alla struttura dell’ufficio o del luogo di lavoro, il padrone sarà tenuto a risarcire il danno.

Nel caso, invece, ci siano lesioni a persone, il padrone dovrà rispondere sia economicamente, che in sede penale.
Le aziende possono richiedere autonomamente delle polizze assicurative ai loro dipendenti, contro i danni causati dal cane a cose, persone o altri animali.

Quali sono i benefici per i dipendenti

In Europa e nel mondo, le aziende diventano sempre più pet-friendly. La presenza di animali, infatti, alleggerisce lo stress dei dipendenti, migliorandone l’umore e anche la prestazione lavorativa.

Tra i benefici riscontrati troviamo:

  • Riduzione dello stress e dell’ansia da prestazione;
  • Una prestazione lavorativa migliore nel corso del tempo;
  • Riduzione del tasso di assenteismo;
  • Rafforzamento socialità e gioco di squadra in ufficio.
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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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