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Carabinieri, cambia colore delle auto: è verde?

lentepubblica.it • 11 Novembre 2016

Carabinieri_auto_verdi jpgAuto nuove con un colore verde smeraldo: la scritta bianca Carabinieri sulle fiancate, sul cofano e sul retro. No, non è un brutto effetto da un cattivo fotomontaggio fatto con Photoshop. Invece, in realtà, questo è uno degli effetti dell’accorpamento del Corpo Forestale in quello dei Carabinieri. Lo scorso 12 settembre è stato infatti pubblicato nella Gazzetta ufficiale il decreto legislativo che stabilisce l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato all’interno dell’Arma dei Carabinieri.

 

“Sembrano le macchine della Lega Nord”, è il commento più sobrio che circola in queste ore tra i forestali arrabbiati per una riforma che faticano a digerire. Ma le sorprese delle nuove vetture (poche perché le vecchie scure resteranno naturalmente in servizio) non finiscono qui. Sulla targa si legge Cfs e non CC. Insomma il compromesso per lasciare traccia di quello che fu il glorioso Corpo Forestale dello Stato, soppresso fra le polemiche dal governo Renzi, ha dato un risultato al quale ci vorrà del tempo per abituarsi.

 

Tuttavia, riverniciare centinaia di auto costerebbe troppo, dunque i vertici dell’Arma stanno pensando di lasciare il tono cromatico attuale cambiando solo le scritte.  “Non avendo soldi da spendere per ridipingere le auto, le si lascia così come sono con la livrea verde, togliendo semplicemente la scritta ‘Forestale e si mette quella ‘Carabinieri'” dice Marco Moroni, segretario del Sapaf, sindacato autonomo dei Forestali. “In pratica queste auto verdi sarebbero i nostri mezzi ‘rivisitati’, dopo l’accorpamento tra il Corpo Forestale e l’Arma a seguito del decreto legislativo di riorganizzazione delle forze di polizia”.

 

La decisione di non riverniciare di blu le auto del Corpo Forestale, che sono nell’ordine di alcune centinaia, sarebbe dovuta alla necessità di evitare costi aggiuntivi per i Carabinieri. Tutte le auto di nuova immatricolazione, invece, avranno i colori dell’Arma.

 

 

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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