Chiarimenti sull’Aiuto alla Crescita Economica per le imprese. Circolare dell’Agenzia delle Entrate sull’Ace

lentepubblica.it • 26 Maggio 2014

Le imprese estere che hanno trasferito la propria residenza in Italia hanno diritto
all’agevolazione Ace (Aiuto alla Crescita Economica), dal momento in cui assumono la
residenza. È una delle precisazioni contenute nella circolare n. 12/E dell’Agenzia delle
Entrate di oggi, che fornisce chiarimenti sulle modalità di applicazione
dell’agevolazione alle imprese Ace, introdotta dal Decreto “Salva Italia” nel 2011, e
sulla disciplina antielusiva prevista dall’articolo 10 del Decreto del Ministro
dell’Economia e delle Finanze del 14 marzo 2012. L’Ace prevede la possibilità di
dedurre dal reddito imponibile i capitali che vengono utilizzati per incrementare il
patrimonio delle imprese, con lo scopo di favorire il finanziamento delle Pmi mediante
capitale proprio.

Semaforo verde per chi porta in Italia la residenza – Possono fruire del beneficio
fiscale anche le società estere che hanno trasferito la propria residenza in Italia, a partire
dal periodo d’imposta in cui assumono la qualifica di soggetto residente. Per fruire
dell’agevolazione devono essere considerati gli incrementi e i decrementi di capitale
proprio realizzati a partire dall’esercizio in corso al 31 dicembre 2011.

Ambito soggettivo – Sono escluse dall’Ace le società assoggettate alle procedure di
fallimento, liquidazione coatta e amministrazione straordinaria delle grandi imprese in
crisi. Per quest’ultima tipologia l’Ace è esclusa solo quando la procedura non è
finalizzata alla continuazione dell’esercizio dell’attività mentre è ammessa per il
risanamento della società (con continuazione dell’esercizio d’impresa).

Disapplicazione della disciplina antielusiva per incrementi Ace legati agli utili non
distribuiti – La disciplina antielusiva ha l’obiettivo di impedire che la stessa somma di
denaro conferita accresca il capitale proprio di più società che fanno capo ad una
holding. Il contribuente può presentare un’istanza di disapplicazione della disciplina per
dimostrare che l’incremento di capitale proprio Ace non è stato preceduto da
un’immissione di denaro (che ha aumentato il capitale di un altro soggetto del gruppo),
ma è stato determinato unicamente dall’accantonamento di utili non distribuiti.

Conferimenti in denaro in favore di società non residenti – Gli apporti in denaro
provenienti da soggetti domiciliati in Paesi diversi da quelli che consentono lo scambio
di informazioni non fanno aumentare la base di calcolo dell’Ace, poiché l’assenza di
scambio di informazioni tra lo Stato italiano e quello di residenza della società
conferente non consente di valutare con certezza se i conferimenti costituiscano nuova
ricchezza.

FONTE: Agenzia delle entrate

crescita

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