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Il Commercio sarà salvato dalle bancarelle?

lentepubblica.it • 22 Settembre 2015

bancarelleTra il 2011 e il 2014, se non ci fossero state le bancarelle (+10,7%), il commercio sarebbe stato fermo (-0,1%). In termini relativi, ancora di più sono cresciute le imprese del commercio a distanza (Internet: 16,8%). Rispetto a questi due comparti (ambulanti e commercio on line) e al netto di alimentare e Ict, tutto il commercio al dettaglio tradizionale (negozi ma anche supermercati) ha visto ridursi il numero delle imprese.

 

L’aumento dei consumi a luglio rispetto allo stesso mese dello scorso anno secondo l’indicatore della Confcomemrcio Iconsumi stanno crescendo (l’indicatore di Confcommercio ha registrato a luglio una crescita dello 0,4% rispetto a giugno e del 2,1% sull’anno precedente); i negozi chiudono. In questa apparente contraddizione sta il destino di una struttura distributiva che si sta riassestando. Molte le sorprese: a crescere sono gli ambulanti e le vendite online. Se tra il 2011 e il 2014 non ci fossero state le bancarelle (10,7%) il commercio sarebbe stato fermo (-0,1%). In termini relativi, ancora di più sono cresciute le imprese del commercio a distanza (Internet: 16,8%).

 

Rispetto a questi due comparti (ambulanti e commercio on line) e al netto di alimentare e Ict, tutto il commercio al dettaglio tradizionale (negozi ma anche supermercati) ha visto ridursi il numero delle imprese. Le bancarelle funzionano: da un lato presentano il vantaggio della prossimità (vanno il più vicino possibile ai clienti), dall’altro soddisfano la naturale predisposizione italiana all’andar per mercati e mercatini, che uniscono lo shopping al passeggio.

 

Secondo un’elaborazione Unioncamere, su 871.885 imprese commerciali registrate al 31 dicembre 2014, il commercio al dettaglio ambulante opera con uno stock di 188.218 strutture. Nel 2014 le nuove bancarelle sono state 7.423 ( 4,1%). Tra il 2011 e il 2014 la crescita è stata di 18.758 unità (con un aumento del 10,7%). Un exploit simile, anche se su valori relativamente più contenuti, è stato quello dell’on line, cresciuto del 16,8%, raggiungendo uno stock di 36.646 imprese registrate.

 

Guardando in modo più ravvicinato il commercio ambulante, scopriamo che la parte del leone l’ha fatta il comparto dei prodotti tessili, abbigliamento e calzature, con 76.381 imprese. Le province più dinamiche sono Pisa (con un saldo positivo 2014 del 13,3%), Napoli (12,9%), Pescara (10,1%), Palermo (9,9%), Milano (9,3%), Roma (8,3%).

Fonte: Confcommercio
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