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Confcommercio su DL Lavoro: modifiche non semplificano e aumentano rischio di contenziosi

lentepubblica.it • 24 Aprile 2014

Le modifiche al decreto lavoro passate con la fiducia alla camera sono un pessimo segnale per le imprese che attendevano semplificazioni per poter assumere senza continui rischi di sanzioni, cause e eccessiva burocrazia. Purtroppo, ancora una volta si confermano le logiche che hanno contribuito a ingessare il mercato del lavoro in questo paese che, oltre ad essere paralizzato nella flessibilità in uscita, viene progressivamente bloccato anche nella flessibilità in entrata: questo il commento di Confcommercio al testo del Dl lavoro che ha ricevuto oggi il via libera della Camera alla fiducia.

Su due istituti tutelati e garantiti, come contratti a termine e apprendistato – prosegue la nota – erano statti fatti passi nella giusta direzione, che è quella della semplificazione, e si poteva finalmente evitare che ogni assunzione si trasformasse in un percorso a ostacoli, invece siamo tornati indietro. Sull’apprendistato manca il coraggio di semplificare fino in fondo e sul contratto a termine si torna a ventilare il tema della precarietà, quando la disoccupazione è ormai a livelli record e occorrono risposte urgenti. Costringere le imprese ad assumere non secondo le esigenze organizzative e di mercato, ma introducendo nuove sanzioni e favorendo cause è una ricetta totalmente sbagliata.

Spiace, inoltre – conclude Confcommercio – che il Presidente del Consiglio circoscriva la discussione al fatto che le proroghe dei contratti a termine siano diventate 5 invece di 8, mentre i veri nodi sono altri e non sono dettagli. Infatti, queste modifiche per molte imprese rischiano di diventare nuovi elementi di contenzioso e, quindi, di disincentivo a nuove assunzioni, come la sanzione della trasformazione a tempo indeterminato per le assunzioni a termine che superano il 20% dell’organico o le nuove previsioni sul diritto di precedenza per i contratti a termine. E’, dunque, auspicabile che in Senato vengano apportati i necessari correttivi, altrimenti non si centrerà l’obiettivo di favorire nuove opportunità di assunzione.

FONTE: Confcommercio

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