Per la Consulta la Legge Siciliana sugli Appalti è illegittima

lentepubblica.it • 22 Febbraio 2021

consulta-legge-siciliana-appaltiLa Sentenza della Consulta pone un grosso freno alla nuova Legge Siciliana sugli Appalti fortemente voluta dalla Giunta Musumeci.


Una Sentenza della Corte Costituzionale ha definitivamente dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli n.4, nei commi 1 e 2, e n.13, della legge della Regione Siciliana 19 Luglio 2019, n. 13 (Collegato al DDl n. 476 ‘Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2019. Legge di stabilità regionale’).

Il ricorso verteva sulla considerazione che le disposizioni violerebbero l’art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, poiché interverrebbero in materia di procedure, selezione e criteri di aggiudicazione di gare pubbliche e si porrebbero in contrasto con quanto previsto dagli artt. 95 e 36 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici), che demanderebbero alle singole stazioni appaltanti l’individuazione del criterio da utilizzare.

Consulta: la Legge Siciliana sugli Appalti è illegittima

Si trattava di una Riforma fortemente voluta dalla giunta Musumeci che aveva addirittura resistito all’ impugnativa da parte del Governo Conte II e si basava sulla previsione di un sistema di assegnazione delle gare che in sostanza limitava i ribassi.

Infatti per l’aggiudicazione degli appalti di lavori, la disposizione regionale introduce, in capo alle stazioni appaltanti, un vero e proprio vincolo all’utilizzo del criterio del minor prezzo.

Secondo i giudici sussiste il contrasto con la disciplina statale, contrasto che non vien meno pur se si ammetta – secondo quanto sottolinea la Regione – che l’art. 36 del codice dei contratti pubblici attualmente vigente non preclude il ricorso all’utilizzo del criterio del minor prezzo: come è ovvio che sia, giacché la disciplina statale, a differenza di quella regionale, affida e non impone alle stazioni appaltanti la scelta del criterio da utilizzare.

In tema di aggiudicazione di lavori pubblici, il legislatore regionale ha pertanto introdotto una normativa che invade la sfera di competenza esclusiva statale in materia di «tutela della concorrenza», adottando previsioni in contrasto con quelle del codice dei contratti pubblici.

Pertanto sul sistema di aggiudicazione degli appalti la Regione Sicilia non poteva avere competenza, trattandosi nel merito di materia della concorrenza, e per questo era necessario attenersi alla legislazione statale.

Il testo della Sentenza

A questo link il testo completo della Sentenza.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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