Il disastro del PIL italiano: consumi al palo, investimenti in caduta libera

lentepubblica.it • 1 Dicembre 2014

Dati Istat: nel terzo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è calato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nei confronti del terzo trimestre del 2013.

I dati Istat indicano che nel terzo trimestre 2014 i consumi finali nazionali hanno registrato una crescita nulla rispetto al secondo trimestre (nel dettaglio +0,1% la spesa delle famiglie residenti, -0,3% la spesa della PA), mentre gli investimenti sono scesi dell’1%.

Il terzo trimestre del 2014 – osserva l’Istat – ha avuto quattro giornate lavorative in piu’ del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al terzo trimestre del 2013. La variazione acquisita per il 2014 e’ pari a -0,4%. Rispetto al trimestre precedente, i consumi finali nazionali hanno registrato una variazione nulla mentre gli investimenti fissi lordi sono scesi dell’1,0%. Le importazioni sono diminuite dello 0,3% e le esportazioni sono aumentate dello 0,2%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,2 punti percentuali alla crescita del Pil: +0,1 punti i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private, -0,1 la spesa della Pubblica Amministrazione e -0,2 gli investimenti fissi lordi. Anche la variazione delle scorte ha contribuito negativamente alla variazione del Pil (-0,1 punti percentuali), mentre il contributo della domanda estera netta e’ stato positivo per 0,1 punti percentuali. Si registrano andamenti congiunturali negativi per il valore aggiunto dell’agricoltura (-0,1%), dell’industria in senso stretto (-0,6%) e delle costruzioni (-1,1%), mentre il valore aggiunto dei servizi e’ rimasto stazionario. In termini tendenziali, il valore aggiunto e’ diminuito in tutti i principali comparti: -3,5% nel settore delle costruzioni, -1,1% nell’industria in senso stretto, -1,3% nell’agricoltura e -0,1% nei servizi.

In termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono diminuite dello 0,3%, il totale delle risorse (Pil e importazioni di beni e servizi) si e’ ridotto dello 0,2%. Dal lato della domanda, le esportazioni sono aumentate dello 0,2%, i consumi finali nazionali sono rimasti invariati e gli investimenti fissi lordi sono diminuiti dell’1,0%. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti e delle Isp e’ aumentata dello 0,1%, quella della PA e’ scesa dello 0,3%. La contrazione degli investimenti e’ stata determinata da una flessione della spesa per macchine, attrezzature e altri prodotti (-0,5%), per mezzi di trasporto (-4,9%) e degli investimenti in costruzioni (-0,9%). Rispetto al trimestre precedente, la spesa delle famiglie sul territorio nazionale ha registrato un aumento dello 0,1%: in particolare sono aumentati gli acquisti di beni durevoli (1,9%) e di beni semidurevoli (1,1%), mentre hanno registrato una diminuzione dello 0,1% sia quelli di beni non durevoli, sia quelli di servizi. Nel terzo trimestre, il Pil e’ aumentato in termini congiunturali dell’1,0% negli Stati Uniti, dello 0,7% nel Regno Unito, dello 0,3% in Francia e dello 0,1% in Germania. In termini tendenziali, si e’ registrato un aumento del 3% nel Regno Unito, del 2,4% negli Stati Uniti, dell’1,2% in Germania e dello 0,3% in Francia.

Nel complesso, il PIL dei paesi dell’area Euro e’ aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nel confronto con lo stesso trimestre del 2013. Nel terzo trimestre si registrano andamenti congiunturali negativi del valore aggiunto delle costruzioni (-1,1%), dell’industria in senso stretto (-0,6%), dell’agricoltura (-0,1%) e degli altri servizi (-0,1%). Il valore aggiunto del settore che raggruppa le attivita’ del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni e’ rimasto invariato, mentre si registra un incremento per il settore del credito, assicurazioni, attivita’ immobiliari e servizi professionali (0,1%). In termini tendenziali, il valore aggiunto e’ diminuito in tutti i principali comparti: -3,5% nelle costruzioni, -1,1% nell’industria in senso stretto, -1,3% nell’agricoltura e -0,1% nei servizi. Rispetto al trimestre precedente, il deflatore del Pil e’ diminuito dello 0,1%.

Il deflatore della spesa delle famiglie residenti e delle ISP e’ diminuito dello 0,2% e quello degli investimenti e’ aumentato dello 0,7%. Il deflatore delle importazioni e’ aumentato dello 0,2%, quello delle esportazioni dello 0,3%. In termini tendenziali, il deflatore del Pil e’ rimasto stazionario, quello della spesa delle famiglie residenti e delle Isp e’ diminuito dello 0,1% e quello degli investimenti e’ aumentato dello 0,7%. Il deflatore delle importazioni e’ diminuito dell’1,3%, quello delle esportazioni dello 0,4%.

 

 

FONTE: Confcommercio

 

 

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