Contraffazione: i numeri dei falsi bloccati alle Dogane nell’UE

lentepubblica.it • 19 Novembre 2015

Contraffazione falsiLe informazioni includono anche le categorie di beni detenuti, i loro paesi di origine e le modalità di trasporto. Nel 2014 le autorità doganali hanno sottoposto a fermo 35,5 milioni di merci false o contraffatte con un valore totale di oltre 617 milioni di euro. Tutti i dati sono contenuti nell’ultima relazione pubblicata  dalla Commissione europea.

 

Come sottolineato dalla strategia europea per il 2020, la protezione dei DPI è fondamentale per l’economia dell’intero continente I diritti di proprietà intellettuale, infatti, promuovono la crescita, la creazione e la tutela di milioni di posti di lavoro. Per questo motivo, le autorità doganali hanno scelto di coordinare le proprie attività attraverso un piano d’azione doganale dell’UE per la lotta alle violazioni dei DPI per gli anni dal 2013 al 2017.

 

Le misure doganali in atto a livello europeo – Nel giugno 2013 è stato adottato un nuovo regolamento sull’applicazione dei DPI alla dogana, che è in vigore dal 1° gennaio 2015 e rafforza le regole per proteggere la proprietà intellettuale. Le principali modifiche introdotte riguardano:

 

  • la procedura per la distruzione di merci sospettate di violare la proprietà intellettuale. Queste merci ora possono essere distrutte senza la necessità di avviare un’azione legale per determinare l’esistenza di violazioni;

 

  • l’introduzione di un nuovo procedimento per la distruzione semplificata di piccole spedizioni, applicabile a condizione che il titolare del diritto di proprietà intellettuale l’abbia richiesta in caso di infrazione.

 

 

Come risultato di questa nuova procedura sulle piccole spedizioni, il numero complessivo di fermi è aumentato nel 2014, a riprova del suo successo nel facilitare la distruzione delle merci spedite a mezzo posta o corriere espresso.
Dal 2014, inoltre, gli avvisi doganali dell’UE sono amministrati attraverso un database online:l’Anti-contraffazione e anti-pirateria information system (COPI), che viene utilizzato dalle autorità doganali per registrare le domande di intervento da parte dei titolari dei diritti e tutte le infrazioni. Ogni caso viene registrato in funzione della categoria dei beni e del titolare del diritto.

 

Alcune statistiche – Nel 2014 la quantità totale di merce sottoposta a fermo – 35,5 milioni di articoli – è rimasta stabile rispetto ai 2 anni precedenti, mentre il numero dei sequestri complessivi è aumentato da 86.854 nel 2013 a 95.194 nel 2014. L’elevato numero di fermi dimostra che la procedura sulle piccole spedizioni funziona bene e limita gli oneri amministrativi per le autorità doganali e i titolari dei diritti. Le sigarette rappresentano la principale categoria (35%) di articoli bloccati, seguita da giocattoli e medicinali. Prodotti di uso quotidiano che sono potenzialmente pericolosi per la salute e la sicurezza dei consumatori, come il cibo e le bevande, articoli da toeletta, medicinali, giocattoli e elettrodomestici per la casa rappresentano congiuntamente il 28,6 % del totale.

 

Come negli anni precedenti, la Cina è risultata il primo paese (80%) nella produzione di beni contraffatti, seguita da Hong Kong, Emirati Arabi, Turchia e India. Il Perù è stato il paese di origine della maggiore quantità di frutta che ha violato i diritti comunitari per ritrovati vegetali, mentre Panama è stata la fonte principale di bevande alcoliche contraffatte. La Thailandia è in testa per quanto riguarda le cartucce di inchiostro false, mentre la Malesia è in cima alla lista per gli accessori per cellulari contraffatti. In oltre il 90% dei fermi, le merci sono state distrutte o è stato avviato un procedimento giudiziario per determinare la natura dell’infrazione. Nel 27% dei casi, i fermi hanno portato alla distruzione di una piccola spedizione. Infine, in oltre l’8% dei casi la merce è stata rilasciata perché non risultavano violazioni ai prodotti originali o nessuna azione è stata intrapresa dai titolari del diritto.

Fonte: Fisco Oggi, Rivista Telematica dell'Agenzia delle Entrate - articolo di Giuseppe Mauro
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