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Convegno ‘Informazione sotto scorta’: serve punire chi minaccia i giornalisti

lentepubblica.it • 23 Ottobre 2019

convegno-informazione-sotto-scorta“Lanciamo la proposta di una modifica alla legislazione per inasprire le pene per chiunque si renda responsabile di minacce, violenze o di qualsiasi forma di condizionamento dell’attività del giornalista, sulla base del principio della libertà d’informazione”.


Lo ha detto Dario Nardella, sindaco di Firenze, che oggi ha aperto i lavori del convegno ‘Informazione sotto scorta’ organizzato dalla Fondazione dell’Ordine dei giornalisti della Toscana col patrocinio di Comune di Firenze, Odg nazionale, Fnsi, Associazione Stampa Toscana, Cgil Cisl e Uil Toscana.

“Ciò che conta per il giornalista – ha proseguito – è la piena autonomia, la tranquillità con cui svolge il proprio lavoro. Quando parliamo di condizionamenti ci riferiamo a condizionamenti di qualunque tipo, che possono maturare nell’ambito lavorativo o al di fuori. Oggi parliamo soprattutto dei casi più gravi. Di minacce che vengono spesso da ambienti criminali verso i giornalisti. E dobbiamo fare le dovute differenze tra fatti più gravi e meno gravi. Sapendo che in ogni caso il principio da tutelare è l’autonomia e la libertà del giornalista”.

Alle dichiarazioni di Nardella sono seguite quelle sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Andrea Martella che ha giudicato “giusta” la proposta del sindaco di “fare di Firenze la città da cui possa partire questa proposta. E’ un’idea che penso si possa sostenere.

“Naturalmente – ha aggiunto Martella – bisogna trovare un punto di equilibrio”. Che “deve passare il principio che chi minaccia un giornalista sta minacciando tutti quanti noi perché impedisce la libertà di informazione”.

Le intimidazioni ai giornalisti, ha ricordato il sottosegretario nel suo intervento, “sono un fenomeno in crescita allarmante in tutto il mondo. Anche in Italia, in società aperte e democratiche come la nostra. E stanno raggiungendo aree del paese che fino a pochi anno fa ritenevamo immuni da questo fenomeno”.

Fonte: ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani
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