Covid-19, brutte notizie da AIFA-ISS: il plasma non riduce rischi mortali

lentepubblica.it • 9 Aprile 2021

covid-19-aifa-iss-plasmaCovid-19: arrivano brutte notizie da parte di AIFA e ISS in merito all’efficacia del plasma.


Il plasma non riduce il rischio di peggioramento respiratorio o morte”. È la conclusione a cui è arrivato lo studio clinico randomizzato e controllato ‘Tsunami’, promosso dall’Istituto superiore di Sanità e da Aifa e coordinato dall’Iss, sul ruolo terapeutico del plasma convalescente nei pazienti che hanno sviluppato malattia Covid-19.

Ecco nel dettaglio quali sono le conclusioni dello studio.

Covid-19, lo studio di AIFA-ISS: il plasma non riduce rischi

Lo studio ha confrontato:

  • l’effetto del plasma convalescente ad alto titolo di anticorpi neutralizzanti, associato alla terapia standard
  • rispetto alla sola terapia standard in pazienti con COVID-19 e polmonite con compromissione ventilatoria da lieve a moderata.

Le caratteristiche demografiche, le comorbidità esistenti e le terapie concomitanti sono risultate simili nei due gruppi di pazienti

  • 241 assegnati al trattamento con plasma e terapia standard (231 valutabili),
  • e 246 alla sola terapia standard (239 valutabili).

Non è stata osservata una differenza statisticamente significativa nell’end-point primario (“necessità di ventilazione meccanica invasiva o decesso entro trenta giorni dalla data di randomizzazione”) tra il  gruppo trattato con plasma e quello trattato con terapia standard.

Nessun beneficio del plasma contro rischio di peggioramento o morte

Quindi nel complesso TSUNAMI non ha evidenziato un beneficio del plasma in termini di riduzione del rischio di peggioramento respiratorio o morte nei primi trenta giorni.

Dunque l’analisi dei differenti sottogruppi ha confermato l’assenza di differenze significative tra i due trattamenti. Solo nel caso dei pazienti con una compromissione respiratoria meno grave è emerso un segnale a favore del plasma che non ha però raggiunto la significatività statistica.

Questo potrebbe suggerire l’opportunità di studiare ulteriormente il potenziale ruolo terapeutico del plasma nei soggetti con COVID lieve-moderato e nelle primissime fasi della malattia. Il trattamento è risultato complessivamente ben tollerato, anche se gli eventi avversi sono risultati più frequenti nel gruppo che ha ricevuto il plasma.

Pertanto i risultati dello studio TSUNAMI sono in linea con quelli della letteratura internazionale, prevalentemente negativa. Questo fatta eccezione per casistiche di pazienti trattati molto precocemente con plasma ad alto titolo.

 

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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