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Più credito per le pmi “rosa”

lentepubblica.it • 4 Giugno 2014
Protocollo di intesa tra Dipartimento per le Pari opportunità, Ministero dello Sviluppo, Abi, Rete imprese Italia. Confindustria, Confapi e Alleanza delle Cooperative: previsto un piano di interventi per l’accesso ai finanziamenti per oltre 1,4 milioni piccole e medie imprese.
Crediti su misura per le donne che vogliono avviare una start up, progettare nuovi investimenti o far fronte alla crisi con la loro impresa. E’ quanto prevede il piano di interventi per l’accesso ai finanziamenti per oltre 1,4 milioni piccole e medie imprese ‘rosa’ e per le libere professioniste, previsto dal protocollo di intesa siglato da Dipartimento per le Pari opportunità, Ministero dello Sviluppo, Abi, Confindustria, Confapi, Rete imprese Italia e Alleanza delle Cooperative Il piano, a cui le banche dedicheranno un plafond ad hoc, prevede la possibilità di sospendere le rate di rimborso fino a 12 mesi in caso di maternità e grave malattia, anche dei famigliari. I prestiti beneficeranno della garanzia della sezione speciale Dipartimento per le Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio del fondo per le piccole medie imprese. ”Il fondo centrale di garanzia è un punto centrale della politica governativa”, ha sottolineato Carlo Sappino, dirigente della direzione generale per gli incentivi alle imprese del Mise. ”Siamo lieti di riuscire a realizzare con grandi sforzi questo tipo di sostegno a donne che vogliono fare imprese in un contesto economico difficile”, ha aggiunto la Capo dipartimento Pari opportunità, Ermenegilda Siniscalchi. ”A settembre potremo fare il punto sull’inizio delle erogazioni”, ha puntualizzato il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini.  ”Per le donne imprenditrici – ha concluso per Rete Imprese Italia, Patrizia De Luise – è ancora più difficile che per gli uomini ottenere credito. E’ fondamentale che questo accordo riconosca
il doppio ruolo della donna nel lavoro e nella famiglia con la possibilità di sospendere i pagamenti in caso di maternità o malattie”.
FONTE: Confcommercio
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