DDL sul lavoro autonomo: quali misure servono ai professionisti?

lentepubblica.it • 4 Luglio 2016

studi professionaliAnna Rita Fioroni, responsabile di Confcommercio Professioni, commenta il Ddl sul lavoro autonomo in discussione alla Commissione Lavoro del Senato. “E’ fondamentale che le misure per i professionisti, intesi quali lavoratori autonomi professionali sia ordinistici che non ordinistici, siano rafforzate e ben chiare”.

 

“Ci auguriamo l’accoglimento di quelle proposte da noi sostenute che favoriscono la competitività dei professionisti. Se infatti è apprezzabile la volontà del Governo di introdurre un quadro minimo comune di regole per tutto il lavoro autonomo è altresì fondamentale che le misure per i professionisti, intesi quali lavoratori autonomi professionali sia ordinistici che non ordinistici, siano rafforzate e ben chiare”. Questo è il commento di Anna Rita Fioroni, responsabile di Confcommercio Professioni, in merito al DDL sul lavoro autonomo in discussione alla Commissione Lavoro del Senato.

 

Secondo Fioroni “la disciplina sul ritardato pagamento nelle transazioni commerciali va estesa anche ai rapporti tra professionisti e pubbliche amministrazioni. La deducibilità integrale delle spese sostenute per la formazione e l’aggiornamento professionale (corsi, master, convegni e congressi), deve estendersi alle spese di viaggio e soggiorno che spesso costituiscono una parte rilevante del costo che si sostiene”. “La deducibilità delle spese di formazione – continua – rappresenta una misura importante per tutte le professioni, comprese le professioni associative disciplinate dalla legge n. 4 del 2013 , e va estesa a tutte le spese a sostegno degli investimenti sulla professionalità, quindi anche alle spese per qualificazioni e certificazioni professionali in base alla normativa vigente, comprese le certificazioni di conformità alle norme tecniche Uni”.

 

Nel momento in cui si prevede che le pubbliche amministrazioni promuovano la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici, e gli stessi si equiparano alle PMI per l’accesso ai fondi strutturali europei, “occorre anche favorire la capacità aggregativa dei professionisti, attraverso l’estensione ad essi dei contratti di rete e la possibilità di costituire raggruppamenti temporanei, anche misti tra professionisti (ordinistici e non)e tra professionisti e imprese. “Con riferimento alle tutele per maternità, malattia e infortunio del Ddl, comunque apprezzabili, bene che si specifichi l’estensione del congedo parentale ai padri, in aggiunta auspichiamo per gli iscritti alla gestione separata l’equiparazione alla degenza ospedaliera dei periodi di malattia certificata, non solo conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, ma anche di malattie gravi. Manca come più volte evidenziato ed è’ ormai non più rinviabile– conclude la nota – una proposta rivolta ai professionisti con p.iva iscritti alla gestione separata INPS, per introdurre misure strutturali per la riduzione dell’onere contributivo che grava sugli stessi”.

Fonte: Confcommercio
avatar
  Subscribe  
Notificami