Decreto Crescita 2019 e casa: cosa prevede la nuova normativa?

lentepubblica.it • 11 Settembre 2019

decreto-crescita-2019-casa-cosa-prevedeParecchie novità per quanto riguarda l’universo immobiliare nel Decreto Crescita 2019: per la casa cosa prevede nello specifico?


Decreto Crescita 2019 e casa: cosa prevede il nuovo testo approvato nei mesi scorsi sul variegato mondo degli immobili?

Sono state infatti previste, tra le altre cose, diverse semplificazioni in materia di locazioni e in ambito Imu.

Ecco tutte le novità in maniera sintetica e schematica.

Decreto Crescita 2019 e casa: cosa prevede il testo?

Ad apportare modifiche alle attuali disposizioni sono, in maniera particolare, gli articoli 3-bis, 3-ter, 3-quater, 3-quinquies e 19-bis.

Cedolare secca

L’art. 3-bis prevede la oppressione dell’obbligo di comunicazione della proroga del regime della cedolare secca e della distribuzione gratuita dei modelli cartacei delle dichiarazioni.

Viene meno l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate l’esercizio dell’opzione per l’applicazione della cedolare secca nel caso di rinnovo del contratto, il cui mancato invio prevedeva l’applicazione di una sanzione pari a 100 euro, riducibili a 50 euro.

Scadenza termini dichiarazioni IMU-TASI

L’art. 3-ter, invece, ha effetto sui termini per la presentazione delle dichiarazioni relative all’imposta municipale propria e al tributo per i servizi indivisibili.

Viene, in parole povere, posticipato dal 30 Giugno al 31 Dicembre la scadenza di questo documento legato all’IMU e alla TASI.

Immobili concessi in comodato d’uso

L’art. 3-quater introduce delle semplificazioni per gli immobili concessi in comodato d’uso.

In pratica eliminati gli obblighi dichiarativi relativi al possesso dei requisiti per fruire delle agevolazioni IMU e TASI per:

  • gli immobili concessi in comodato a parenti in linea retta di primo grado,
  • nonché per fruire delle agevolazioni sugli immobili in locazione a canone concordato.

Redditi fondiari percepiti

L’art. 3-quinquies apporta modifiche all’imposizione dei redditi fondiari.

Semplicemente non sono più dovute imposte in caso di canoni non percepiti, per i contratti stipulati dal 1 gennaio 2020.

Rinnovo dei contratti di locazione a canone agevolato

Il nuovo art. 19-bis del D.L. Crescita in realtà non contiene una norma di modifica ma fornisce un chiarimento.

Se alla scadenza le parti non si accordano per il rinnovo, il contratto è prorogato, automaticamente, di diritto di altri due anni, salvo facoltà del solo locatore di dare motivata disdetta.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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