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Buoni pasto elettronici: cambierà il mercato con defiscalizzazione?

lentepubblica.it • 13 Gennaio 2015

Come cambierà il mercato con la defiscalizzazione dei ticket elettronici fino a 7 euro a partire da luglio. Il settore muove 2,7 miliardi di euro. I Pos coprono solo una quota inferiore al 15%.

Un modo per mettere qualche soldo in tasca ai lavoratori italiani con la garanzia che saranno spesi in un determinato settore economico ed entro un periodo di tempo ragionevolmente breve, dando un po’ di flato ai consumi. È quello che potrebbe essere l’effetto più concreto della defiscalizzazione fino a 7 euro del buono pasto, prevista dalla legge di stabilità, che oggi copre un valore di 5,29 euro, e che entrerà in vigore dal primo luglio solo per i buoni elettronici, che coprono all’incirca l’11-15% del mercato di tutti i ticket. Un primo passo dunque, invocato a gran voce dalle società emettitrici, ma auspicato anche da esercenti e sindacati dei lavoratori dipendenti.

Per gli operatori del settore, infatti, il ragionamento è molto semplice: se il Governo dà un bonus generico da 80 euro, non è detto che venga speso e che stimoli i consumi. Se un datore di lavoro dà un aumento, perché nelle tasche del lavoratore vadano 100 euro bisogna che l’imprenditore ne tiri fuori, tra tasse e oneri, più del doppio. Invece, dare un buono pasto defiscalizzato, spendibile nella filiera alimentare e che scade a fine anno, significa elergire soldi che vengono reimmessi a stretto giro sul mercato aumentando i consumi.

E che al datore di lavoro costano solo quello che è il loro valore netto. La nuova norma si inserisce in un mercato che oggi vale 2,7 miliardi di euro circa (dati 2013 di Cobes, il Comitato buoni pasto,Voucher sociali e servizi, aderente a Confindustria Feder-varie che ritiene il dato stabile anche nel 2014) dove la torta maggiore è divisa tra i primi tre grandi player (si veda la tabella qui accanto). Ma quale sarà l’impatto economico della defiscalizzazione?

Uno studio è stato fatto: lo ha commissionato Edenred, multinazionale francese leader sul mercato italiano a OpenEconomics, spin off dell’Università di Roma Tor Vergata. Ma occorre fare attenzione perché ipotizza che la defiscalizzazione fmo a 7 euro riguardi tutti i buoni pasto e non solo quelli elettronici. In questo scenario, OpenEcomics ha fatto tre ipotesi, che riguardano l’aumento a 7 euro del 20%, del40%, o del 70% dei buoni pasto, il cui valore medio oggi sul mercato è di circa 5,50 euro.

Ebbene, facendo l’ipotesi più rosea, quella che il 70% di tutti i ticket veda il valore salire a 7 euro, l’impatto sul Pil sarebbe dello 0,3% (o,t% se la percentuale fosse solo del ao). Anche l’impatto sui posti di lavoro potrebbe essere importante. Considerando tutti i settori coinvolti, sia direttamente sia indirettamente e sempre ipotizzando il 70% dei buoni totali a 7 euro, si potrebbero creare secondo lo studio oltre 73mila nuovi posti di lavoro, e circa 29mila nel caso l’incremento riguardasse solo il 20% di tutti i buoni.

 

 

FONTE: Confcommercio

 

 

vetrofanie ticket

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