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Quale sarà il destino del PNRR?

lentepubblica.it • 3 Agosto 2022

destino pnrrL’attuale instabilità politica in Italia ha messo in crisi il destino del PNRR: il nostro Paese riuscirà a raggiungere gli altri 55 obiettivi entro la fine dell’anno?


Destino PNRR: dopo la crisi di Governo, in seguito alle dimissioni di Draghi, l’Italia si prepara alla campagna elettorale dei partiti.

Ma tra promesse di pensioni migliori, diritti dei lavoratori e anche l’obiettivo di piantare più alberi, c’è un grande assente nelle campagne elettorali: il PNRR.

Grazie al Governo Draghi, all’inizio del mese di luglio, erano stato raggiunti tutti i 45 obiettivi previsti per la metà dell’anno. Proprio per questo, il MEF aveva richiesto il pagamento della seconda rata dei fondi del Piano, che ammontava a 24,1 miliardi di euro.

Il raggiungimento dei target e dei milestone semestrali è la condizione necessaria per poter ottenere le risorse per il semestre successivo.
Ma con l’attuale instabilità politica, quale sarà il destino del PNRR? Vediamolo insieme.

Destino PNRR: l’importanza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Per l’Italia, il PNRR è fondamentale. Innanzitutto, perché aiuterebbe il nostro Paese ad avere una crescita su tutti i fronti, specialmente quello digitale, per potersi rialzare soprattutto dopo il periodo della pandemia.

Raggiungere quei 55 obiettivi mancanti, per la fine del 2023, permetterebbe al nostro Paese di ricevere la seconda tranche di finanziamenti: ad oggi, l’Italia ha ricevuto 45,9 miliardi di euro e altri 21 sono in arrivo per gli obiettivi raggiunti nel mese di giugno.

Ne mancano ancora 124,6, che l’Italia potrà ricevere se raggiungerà gli obiettivi mancanti, tra i quali la digitalizzazione della PA (soprattutto nel campo dell’istruzione e della salute), la spending review, il contrasto al lavoro in nero e all’evasione fiscale, l’istituzione di gare di appalto per costruire nuove linee ferroviarie ad alta velocità e altri ancora.

Inoltre, bisogna precisare che il 26,8% dei fondi (che ammonta a 51,3 miliardi di euro) servono a mantenere le misure già previste dai programmi nazionali, prima del PNRR. Nel caso non si riuscisse a mantenere il Recovery, non sarebbe possibile cancellare le misure e bisognerebbe rifinanziarle con le risorse nazionale.

Destino PNRR: quali sono gli obiettivi principali da centrare nei prossimi mesi

destino pnrrL’Italia deve raggiungere 55 traguardi entro la fine dell’anno.

Tra questi, c’è sicuramente l’istituzione del Polo strategico nazionale, per gestire i dati più critici delle PA centrali, mediante Cloud. Il gruppo Tim-Cdp-Leonardo-Sogei si è aggiudicato i data center, ma dovranno partire entro la fine dell’anno.

Un’altra misura da attuare è quella nel campo della Salute, con la riforma degli Irccs, che assicurano le terapie innovative per diverse malattie, dai tumori alla cardiologia. Entro dicembre, bisognerà completare gli appalti per l’ammodernamento tecnologico degli ospedali.

Nel campo dell’istruzione, c’è tanto da fare, come il rilancio degli istituti tecnici e professionali, realizzare la riforma dell’orientamento universitario e l’istituzione di nuovi alloggi universitari.

L’ormai ex governo Draghi aveva accelerato su 9 scadenze del PNRR, due delle quali sono da conseguire entro il mese di settembre: le isole verdi e i servizi idrici.

Destino PNRR: quali sono i tre scenari possibili

Le elezioni del 25 settembre saranno cruciali per il destino del PNRR.

Sono tre gli scenari possibili:

  • Si raggiungono i restanti obiettivi, senza intoppi, seppur con qualche ritardo inevitabile (prima di novembre non ci sarà un esecutivo in carica) e uno slittamento degli impegni di dicembre 2022;
  • Il nuovo Governo decide di negoziare un nuovo Piano, che porterebbe alla dilatazione delle tempistiche, col rischio di perdere alcune risorse, poiché entro dicembre 2026 bisognerà raggiungere tutti gli obiettivi del Recovery;
  • In caso di contrapposizione tra Italia e Commissione UE, ci sarebbe una rottura fra le due parti e l’Unione Europea potrebbe richiedere le risorse già assegnate al nostro Paese, per “inadempimento”.
Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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