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Digitale Terrestre: ecco come cambia a partire dal 2021

lentepubblica.it • 20 Maggio 2021

digitale-terrestre-come-cambiaA breve in tutte le case degli italiani entrerà il nuovo standard del digitale terrestre: come cambia, servirà comprare una nuova TV o un nuovo decoder? Scopriamo di più su tutte le novità in programma, punto per punto.


Nei prossimi mesi molte persone dovranno cambiare la propria televisione o il proprio decoder per allinearsi con il digitale terrestre di seconda generazione? Il digitale terrestre cambierà presto le frequenze su cui gira per concedere lo spazio all’entrante 5G. Il nuovo standard si chiamerà DVB T2 e porterà alle famiglie italiane alcune novità.

Scopriamo dunque come cambia il digitale terrestre a partire da quest’anno.

Digitale Terrestre: ecco come cambia a partire dal 2021

Analizziamo dunque, punto per punto quali sono le novità in programma a regime già in questi mesi.

In cosa consiste il DVB-T2?

Dopo il passaggio dall’analogico al digitale terrestre (2008-2012), la modalità di trasmissione televisiva terrestre cambia nuovamente, adottando un sistema di trasmissione più efficiente: il Dvb-T2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial) e la nuova codifica HEVC Main10 (High Efficiency Video Coding).

Si tratta di una tecnologia che consente di risparmiare banda, ma di ottenere allo stesso tempo migliori risultati in termini di trasmissione audio e video, grazie alla codifica HEVC Main10 (High Efficiency Video Coding).

Tutti i canali TV sono interessati dal cambiamento?

SI. Il processo di riorganizzazione in Italia riguarderà tutte le reti e i programmi nazionali e locali. Entro giugno 2022 tutta l’offerta televisiva della piattaforma terrestre sarà coinvolta cambi in di frequenza e i programmi dovranno evolvere verso standard trasmissivi e di codifica più efficienti.

Nei diversi passaggi graduali di frequenza che stanno avvenendo per area territoriale, alcuni canali televisivi nazionali e locali saranno progressivamente associati a nuove frequenze di trasmissione.

I cittadini-utenti che dovessero vedere apparire lo schermo nero su alcuni programmi, dovranno procedere alla ri-sintonizzazione del proprio televisore, per continuare ad accedere a tutta l’offerta televisiva del digitale terrestre. Negli apparecchi televisivi più recenti, con il cambio di frequenza la ri-sintonizzazione dovrebbe avvenire automaticamente; dovranno, quindi, farla manualmente solo coloro che dovessero veder apparire lo schermo nero al posto del programma prescelto.

Quando inizierà lo switch-off? digitale-terrestre-canali-test

Il 1° settembre 2021 si abbandona la codifica MPEG-2 a favore di quella AVC (o MPEG-4) già usata oggi per i canali HD. In concreto questo significa che dopo questa scadenza tutti i TV e i decoder non in grado di decodificare i canali HD (quindi l’MPEG4 AVC) andranno sostituiti o abbinati con un decoder di nuova generazione.

Quali sono le scadenze più importanti?

Tra il 21 e il 30 giugno 2022 il digitale terrestre di prima generazione non sarà più visibile. Le emittenti televisive (come Rai, Mediaset, La7 o le locali) spegneranno le trasmissioni in DVB-T e trasmetteranno i loro canali solo con lo standard DVB-T2.

Questo significa che tutte le TV e i decoder non compatibili con il DVB-T2 e con il relativo sistema di codifica HEVC Main10 non riceveranno più nulla e anche in questo caso sarà necessario intervenire sostituendo i vecchi dispositivi o abbinarli a un nuovo decoder.

Qual è il calendario dei cambiamenti?

La transizione verso il segnale del nuovo digitale terrestre sarà graduale e produrrà parallelamente sia la necessità di risintonizzare i canali tv che due veri e propri salti tecnologici.

I salti tecnologici che renderanno inutilizzabili gli apparecchi TV obsoleti ancora presenti nelle abitazioni, avverranno nelle seguenti date:

  • Il 1° settembre 2021 cambia lo standard di compressione e codifica poiché si deve abbandonare l’MPEG-2 a favore di standard successivi come MPEG-4 o superiori.
  • Tra il 21 e il 30 giugno 2022 si passerà dal DVB-T al DVB-T2: lo standard trasmissivo di seconda generazione che permetterà un uso più efficiente delle frequenze.

Parallelamente a partire da gennaio 2020 è partita la ri-sintonizzazione progressiva per la riassegnazione dei canali 50-52 e la ricollocazione dei programmi locali ex canali 51-53.

A partire poi dal 1° settembre 2021 sono previste le ri-sintonizzazioni progressive per l’attuazione del PNAF (Piano Nazionale di Assegnazione Frequenze) con la ridistribuzione delle frequenze nella banda sub 700.

blankQuando nelle Regioni si verificheranno gli spostamenti di frequenza?

Il processo di passaggio alla nuova tecnologia trasmissiva interesserà le diverse regioni italiane appartenenti alle rispettive aree, secondo un preciso calendario:

  • dal 1° settembre 2021 al 31 dicembre 2021: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, provincia di Trento, provincia di Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna
  • poi, dal 1° gennaio 2022 al 31 marzo 2022: Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sardegna
  • infine, dal 1° aprile 2022 al 20 giugno 2022: Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata; Abruzzo, Molise, Marche.

Si deve cambiare l’antenna?

No. Le attuali antenne, cosiddette a larga banda, possono ricevere le trasmissioni dell’intera banda che va 474 MHz a 866 MHz (canali da 21 a 70).

Vecchie TV con nuovi decoder?

Dopo il 30 giugno 2022 sarà possibile continuare a vedere il digitale terrestre utilizzando un vecchio televisore associato ad un decoder?

Si, tutti i TV sono potenzialmente adattabili, anche i televisori CRT a tubo catodico, se dotati di un decoder compatibile con il nuovo standard trasmissivo.

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Come verificare che la propria TV o decoder vadano bene?

Dunque con il nuovo standard di trasmissione satellitare verrà adottato il sistema di compressione e codifica MPEG-4 che consentirà la trasmissione dei canali in alta definizione (HD). Lo switch-off al DVB-S2 è iniziato a fine novembre 2020 (quando le emittenti televisive hanno abbandonato per alcuni dei loro canali la precedente codifica MPEG-2) e proseguirà per tutto il 2021.

Gli utenti dovranno quindi verificare che il proprio tv o decoder supportino il formato HD e soltanto coloro che possiedono un TV o un decoder con formato SD dovranno sostituire il proprio apparato per continuare a visualizzare i canali che, quando verranno trasmessi con il nuovo sistema di codifica, saranno visibili solo in alta definizione.

Per l’acquisto di decoder compatibili con il nuovo standard si può usufruire del bonus previsto dal MISE.

Maggiori informazioni a questo link.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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