Divorzio, l’assegno di mantenimento subirà modifiche? La proposta è in Senato

lentepubblica.it • 10 Settembre 2018

divorzio-assegno-di-mantenimento-modificheDivorzio, l’assegno di mantenimento subirà modifiche? Ecco cosa delinea una nuova proposta, in questo momento al vaglio del Senato.


Si ispira al principio della «bigenitorialità perfetta» e punta a riscrivere la legge del 2006 sull’affido condiviso dei figli dopo separazioni e divorzi. Il disegno di legge, firmato dal leghista Simone Pillon  — già ideatore del Family Day —, inizia lunedì 10 settembre il suo iter parlamentare al Senato, in commissione Giustizia.

 

Le regole attuali

 

In ambito giuridico attualmente si richiede il pagamento dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge con il reddito più basso (o del tutto assente), al di là del sesso. Il tutto è atto a mantenere lo stesso tenore di vita goduto durante il matrimonio, nei limiti del possibile. Una misura non prestabilita dalla legge. Tutto dipende dalle circostanze concrete e, nel caso di un mancato ampio divario tra gli stipendi percepiti tra i due coniugi, l’assegno potrebbe essere del tutto negato.

 

Cosa potrebbe cambiare?

 

A breve tutto questo potrebbe essere passato per via di un progetto di legge che, se approvato, stravolgerebbe il sistema completamente. Non esisterebbe più il concetto di genitore collocatario: il figlio avrebbe diritto alla doppia residenza per passare la stessa quantità di tempo con entrambi i genitori. E di conseguenza verrebbe meno anche l’ assegno di mantenimento, che a questo punto di fatto non avrebbe più senso visto che entrambi i genitori contribuirebbero in egual misura alle spese per i figli.

 

Basta ai “papà ridotti a padri-bancomat o a genitori della domenica”. Così il leghista Pillon si fa portavoce dei diritti dei padri separati e cerca di garantire, con la sua proposta, maggiore parità dei genitori a seguito di separazione o divorzio.

 

Ciò nonostante, se da un lato i bambini, forse, non soffrirebbero la mancanza di nessuno dei genitori perché li vedrebbero in egual misura, dall’altro la proposta di legge non ha tenuto conto degli effetti, soprattutto sui minori, di una vita in continuo movimento, “sballottati” da un’abitazione all’altra.

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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