DL Ristori: lo stato dell’Arte e dei lavoratori dello spettacolo

lentepubblica.it • 30 Ottobre 2020

dl-ristori-arte-lavoratori-spettacoloDopo l’approvazione del DL Ristori cosa cambia per il mondo dell’Arte e i Lavoratori dello Spettacolo?


Come ormai tutti sanno il Decreto Ristori è stato approvato dal Consiglio dei Ministri.

Il Decreto contiene misure di sostegno economico per le attività che hanno subito uno stop a causa delle misure anti-Covid previste dal Dpcm del 24 ottobre 2020.

E tra i diretti interessati da queste misure ritroviamo anche i lavoratori dello spettacolo, in guerra con il Governo dopo l’ultimo DPCM che ha chiuso i battenti per teatri, cinema e altre strutture dedicate alla Cultura.

Infatti gli addetti ai lavori del mondo culturale hanno lamentato l’ingiustizia di queste chiusure, per luoghi giudicati molto più sicuri rispetto ad altri rimasti aperti, anche se con limitazioni.

Scopriamo quali sono le novità.

DL Ristori: cosa succede adesso al comparto dell’Arte e dei lavoratori dello spettacolo?

Come dicevamo ci sono dunque novità per il comparto dell’Arte e dei lavoratori dello spettacolo. In primo luogo il fondo per la cultura incrementa la sua dotazione di 100 milioni di euro.

Le risorse saranno destinate a sostegno di:

  • librerie e intera filiera dell’editoria
  • coloro che ricavano redditi prevalentemente dai diritti d’autore
  • infine musei e altri istituti e luoghi della cultura non statali.

Inoltre, all’interno del Decreto si prevede un’indennità di 1.000 euro per tutti i lavoratori autonomi e intermittenti dello spettacolo.

Questa indennità è riservata ai:

  • lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati dal 1° gennaio 2019 alla data di entrata in vigore del decreto;
  • e lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati dal 1 gennaio 2019 alla data di entrata in vigore del decreto, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro.

La reazione del comparto

Dal comparto la reazione comunque sembra quella di soddisfazione per un parziale accoglimento delle richieste.

La Feditart sulla propria pagina Facebook ha accolto positivamente il Decreto:

DECRETO RILANCIO! CE L’ABBIAMO FATTA!

Dopo lunghe pressioni, nel Decreto, sono stati inseriti tutti i Codici Ateco della nostra Categoria, sia imprese che associazioni. Inoltre è stata riconosciuta un’indennità di 1.000€ per tutti i lavoratori dello spettacolo!

Il parere di un lavoratore dello spettacolo, direttamente interessato

Sull’argomento abbiamo voluto raccogliere la dichiarazione di un lavoratore dello spettacolo, direttamente interessato dalla questione.

Per questo abbiamo sentito Gino Auriuso, presidente della Feditart che sta vivendo sulla sua pelle la situazione attuale.

La chiusura dei Teatri dettata dall’ultimo DPCM ha gettato nello sconforto l’intero comparto dello Spettacolo Vivo e parallelamente ha generato rabbia visto che recenti studi indicano i Teatri come luoghi sicuri, che seguono pedissequamente le prescrizioni sanitarie anti-Covid e che in questi mesi a fronte di quasi 350mila spettatori hanno prodotto un solo contagiato.

Subito dopo l’annuncio del DPCM la Fed.It.Art. si è adoperata per far inserire all’interno del Decreto Ristori tutti i Codici Ateco riguardanti la categoria. Sono stati giorni frenetici e siamo riusciti a fare introdurre nella misura molti Codici che il Governo non stava contemplando, ma come sempre accade quando si sviluppa un provvedimento qualcuno resta fuori ed ora stiamo lavorando per far inserire i Codici mancanti.

Siamo comunque consci che questo Decreto “sarà un brodino” e che avrà un impatto flebile, che non potrà accompagnare il nostro Settore durante questa chiusura, molti organismi culturali potrebbero non reggere questa seconda “calata di serranda” e chiudere definitivamente.

Questo è un Settore che era già in una crisi profonda prima dell’avvento pandemico, un Settore che ha bisogno di riforme strutturali che possano dare nuova linfa e permettergli di svolgere la sua reale funzione… quella social/culturale. 

 

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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