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Province: tutto sbagliato, tutto da rifare. Approvato il documento-manifesto dell’Unione Province d’Italia

Luciano Catania • 17 Luglio 2018

documento-manifesto-unione-province-italiaL’ambito provinciale come livello preferenziale di trasferimento-delega delle funzioni comunali che richiedono un coordinamento ad un livello superiore, secondo principi di sussidarietà verticale.


A livello provinciale, per i servizi pubblici locali, dovrebbero concentrarsi tutte le funzioni attualmente attribuite ad ATO di dimensione regionale, sovraprovinciale o sovracomunale (bacini trasporti, bacini idrici, ambiti rifiuti, etc.). Le Provincie dovrebbero coadiuvare l’azione dei piccoli e medi comuni nelle politiche d’investimento locale e nella gestione degli spazi finanziari e dei contributi pubblici.

 

Sono queste alcune delle proposte presenti nel documento “Ricostruire l’assetto amministrativo dei territori”, approvato dall’Assemblea nazionale dell’Unione Province d’Italia (UPI), a Bergamo, a fine giugno.

 

L’UPI considera urgente e necessaria la revisione della Legge 56/14 (cosiddetta legge Delrio) e del ruolo delle autonomie locali nel processo di attuazione del regionalismo differenziato.

 

Secondo i presidenti delle Province, non è più rinviabile un intervento legislativo che consenta alle Province, quali istituzioni costitutive della Repubblica, di avere funzioni certe e organi politici pienamente riconosciuti, personale qualificato per permettere la piena funzionalità della macchina amministrativa, autonomia finanziaria e risorse necessarie alla piena copertura delle funzioni fondamentali

 

Il documento-manifesto dell’UPI parte da un’analisi critica della legge Delrio, presentata come grande riforma del sistema istituzionale della Repubblica, ma che ha prodotto solo lo svuotamento delle Province dalle proprie funzioni, nell’attesa del loro definito superamento.

 

Il sostanziale fallimento della L. n. 56/2014 ha portato, secondo l’analisi dell’Unione, alla perdita di autorevolezza delle Province e dei suoi vertici politici. Il raggiungimento della missione degli enti di area vasta è stata resa più difficoltosa dalla mancanza di chiarezza nel ruolo di governo, consiglio ed assemblea dei sindaci.

 

Le Province, inoltre, hanno visto accrescersi la disomogeneità delle funzioni loro assegnate. I sindaci hanno perso fiducia nelle Provincie, divenute incapaci, per ragioni principalmente finanziarie, di sostenere i Comuni.

 

Il manifesto auspica che le Province tornino ad essere poste nelle condizioni di erogare i servizi loro affidati, contando su organi politici pienamente riconosciuti, un’organizzazione dell’ente e del personale tale da permettere la piena funzionalità della macchina amministrativa ed una concreta autonomia finanziaria.

 

I presidenti delle Province non possono essere lasciati soli nella conduzione dell’ente ma occorre ripristinare l’organo esecutivo, così come ed è auspicato il ritorno ad un sistema universale di elezione diretta dei vertici dell’Ente (cosa già prevista in Sicilia e sulla quale si attende la pronuncia di legittimità costituzionale).

 

Qualora il legislatore, invece, optasse per il mantenimento di elezioni di secondo livello, dal riordino del sistema di governo dovrebbe assicurarsi autorevolezza, funzionalità e rappresentatività territoriale degli organi.

 

L’UPI chiede il consolidamento delle funzioni attualmente attribuite dal comma 85 della Legge n. 56/14 ed un loro ampliamento. L’adozione e l’aggiornamento della pianificazione strategica dello sviluppo locale e di governo del territorio e la programmazione della protezione civile sono alcune delle funzioni tipiche da ente di area vasta.

 

Alla Provincia, in tema ambientale, deve essere affidata la competenza relativamente alle autorizzazioni ed ai controlli in materia di tutela e valorizzazione del territorio.

 

Secondo l’UPI il sostanziale riordino della disciplina delle Province, in materia di funzioni, organi di governo e sistema elettorale, deve essere necessariamente accompagnato da una revisione del testo unico degli enti locali, che riporti integralmente a disciplina delle province nell’ambito dell’ordinamento degli enti locali.

Fonte: articolo di Luciano Catania, segretario del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto (ME)
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