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Emigrazione: meno 420 mila abitanti in dieci anni nei Comuni del Sud

lentepubblica.it • 8 Maggio 2014

La Svimez: piano strategico di primo intervento sulle città per evitare emigrazione massiccia.

Al Centro-Nord nello stesso periodo la popolazione cresce del 6,8%.

“Dal 2001 al 2011, in base agli ultimi dati disponibili dall’ultimo censimento, i comuni del
Mezzogiorno con popolazione superiore a 150mila abitanti hanno perso oltre 420mila abitanti, pari
a un crollo quasi del 13%, Napoli ha perso 42mila abitanti, Palermo 29mila; nello stesso periodo i
comuni del Centro-Nord sono cresciuti di oltre 530mila unità, con un incremento del 6,8%. Per
questo secondo la SVIMEZ è urgente un “piano strategico nazionale e meridionale di primo
intervento”, per trasformare il degrado a cui stanno andando incontro le città meridionali in
un’opportunità di sviluppo e di ripresa della crescita”.
È quanto ha dichiarato il Direttore della SVIMEZ Riccardo Padovani intervenendo oggi a Napoli al
Seminario ACEN – SVIMEZ “Questione urbana e Mezzogiorno” nell’ambito del quale viene
presentato il numero monografico omonimo della “Rivista economica del Mezzogiorno”.

Secondo elaborazioni SVIMEZ su dati ISTAT, infatti, l’incremento di 112mila unità in dieci anni,
dal 2001 al 2011, sul totale dei comuni italiani over 150mila abitanti, è dovuto essenzialmente ai
comuni del Centro-Nord, passati dai 7.801.554 abitanti del 2001 agli 8.335.183 del 2011. Dinamica
opposta nell’altra ripartizione, scesa dai 3.274.728 del 2001 a 2.853.632 del 2011. A livello
comunale, a parte l’eccezione di Milano, che perde 14mila abitanti, Torino cresce di oltre 7mila,
Roma di oltre 70mila, mentre Napoli perde quasi 43mila abitanti, Palermo oltre 29mila e Bari resta
quasi stazionaria, con circa 600 abitanti in meno.
Guardando invece alle province delle aree metropolitane, aumentano i segnali positivi, ma quelli del
Mezzogiorno sono decisamente più tiepidi. Se infatti dal 2001 al 2011 la provincia di Torino

Migrazioni: al Centro-Nord mezzo milione di abitanti in più, al Sud in meno – Le città si svuotano
anche per effetto delle migrazioni, dovute alla carenza di lavoro. Se infatti nel Centro-Nord gli
immigrati dal 2001 al 2011 (1.182.849) superano gli emigrati (660mila), portando in attivo il saldo
e oltre 520mila abitanti in più, di cui oltre 10mila a Milano, quasi 54mila a Torino e 64mnila a
Roma, nello stesso periodo il Mezzogiorno lamenta una perdita di 523.726 persone: gli immigrati,
651mila, sono circa la metà degli emigrati, 1.175.426, di cui 160mila nella sola Napoli, oltre 50mila
a Palermo e 26mila a Bari. Secondo la SVIMEZ il Mezzogiorno sarà investito nei prossimi anni da
un vero e proprio “tsunami” dalle conseguenze imprevedibili. Le previsioni in relazione ai sistemi
locali del lavoro indicano che dal 2010 al 2050 il Mezzogiorno perderà quasi 2,7 milioni di persone,
di cui 900mila solo nelle tre province metropolitane di Napoli, Bari e Palermo.

La proposta SVIMEZ: un Piano di primo intervento – “Se le città sono oggi e sempre più
diverranno, ha dichiarato il Direttore della SVIMEZ Riccardo Padovani, i motori della crescita e
dello sviluppo – per l’attrazione di capitali finanziari, risorse umane qualificate e nuovi settori ad
alta tecnologia – allora è qui che si giocherà la vera sfida anche per il Mezzogiorno. Di qui la
necessità e l’urgenza di un Piano di primo intervento improntato a un’impostazione strategica,
nazionale e meridionale, per invertire i fenomeni di degrado da lunghi anni in atto, trasformando il
deficit urbano meridionale in un’opportunità di sviluppo e di ripresa della crescita”.

FONTE: Svimez

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