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Le entrate fiscali 2016 del Governo Renzi

lentepubblica.it • 22 Aprile 2016

fiscooTra gli obiettivi del Governo Renzi la lotta all’evasione fiscale è sicuramente uno dei punti più importanti stabiliti come prioritari per il 2016. Facendo un breve riepilogo del 2014-2015 i contribuenti hanno versato oltre 10 miliardi di euro di tasse in più rispetto al 2013. Su questa stima del governo il 2015 prevedeva un aumento di entrate tributarie per 10,7 miliardi, da 485,5 a 496,5, per effetto non di nuove tasse ma di vecchie misure e della ripresa economica. Come ha ben spiegato il giornalista Luca Cifoni l’impatto del ciclo economico si farà sentire soprattutto sulle imposte dirette, indicate in crescita di oltre 10 miliardi, mentre quelle indirette (come la stessa Iva) normalmente sensibili all’andamento dell’economia, dovrebbero mantenersi ad un livello sostanzialmente stabile. La crescita delle imposte in conto capitale, rappresentano una frazione piccolissima e non significativa delle entrate totali. Tra le misure adottate nell’ultima legge di Stabilità, che vanno ad aumentare il gettito, ci sono quelle che dovrebbero portare ad un recupero d’imposta potenzialmente evasa, attraverso i meccanismi del reverse charge e dello split payment.

 

Su questo tipo di premessa che interessava il 2016, il nuovo anno si è aperto con un vero boom per il gettito fiscale in Italia. I dati pubblicati dal Ministero dell’economia e delle finanze registrano aumenti significativi e sistematici per il primo bimestre già concluso e archiviato, a livello di Iva e Ires. Il gettito Irpef ammonta a 34.462 milioni di euro (+5,2% pari a 1.701 milioni di euro). Insomma, per il fisco il 2016 è iniziato bene. L’Ires è in aumento di 168 milioni di euro (+ 6,3%) rispetto allo stesso periodo del 2015, mentre l’Iva registra +14% a 13.506 milioni”.

 

Questo governo sta quindi dimostrando di avere maggiori capacità e una ritrovata volontà verso la riscossione di nuovi tributi. Analizzando dati del Ministero dell’economia e delle finanze, possiamo però farci un’idea più specifica di come stanno andando le cose. Il gettito derivante dall’attività di accertamento e controllo presenta una diminuzione del 6,2% (- 84 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, determinata dai minori incassi derivanti dai ruoli relativi alle imposte dirette (-16,6%) compensati in parte dai ruoli delle imposte indirette (+ 14,8%). Di contro, la tanta sbandierata guerra agli evasori ha finora prodotto risultati deludenti. Questo dato viene però in larga parte compensato e recuperato per via delle entrate relative ai giochi e alle scommesse (che includono varie imposte classificate come entrate erariali sia dirette che indirette) sono risultate pari a 2.061 milioni di euro (+145 milioni di euro, pari a +7,6 percento); considerando solo le imposte indirette, il gettito delle attività da gioco che include tutte le lotterie e il gioco d’azzardo è pari a 1.997 milioni di euro (+135 milioni di euro, pari a +7,3 percento).

 

Attraverso il volume d’affari creato da scommesse sportive, poker e bingo dove è possibile giocare ai casinò online su William Hill, il governo potrebbe assicurarsi delle nuove entrate sicure, visto anche il volume d’affari virtuosistico di questo settore.  Non ha certo stupito che il governo sia intervenuto, nei mesi scorsi in questo campo. In molti ricordano ancora la differenziazione delle aliquote Tasi, come esempio concreto di una misura volta a recuperare un bel gruzzolo dal settore del gioco.

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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