Le nuove regole sulla rottamazione delle cartelle di Equitalia

lentepubblica.it • 18 Marzo 2016

rottamazione cartelle EquitaliaLa sanatoria per chi non ce la fa a pagare il debito con Equitalia: possibile il saldo e stralcio. Arriva la tanto attesa rottamazione delle cartelle di pagamento notificate da Equitalia: misura di cui si parla già da diversi anni, ma mai portata a compimento. Al Senato della Repubblica è stata presentata una proposta di legge da parte dall’ex Ministro delle Politiche Ue nel governo Berlusconi IV e senatore di Forza Italia, Anna Maria Bernini insieme al Senatore Emilio Floris, ribattezzata “Ddl rottamazione dei ruoli”. Il testo mira ad obbligare Equitalia ad accettare la rateizzazione dei debiti dei cittadini insolventi con l’erario e/o con la previdenza.

 

Il disegno di Legge è stato chiamato “Rottamazione dei ruoli”: la disposizione prevede piani di rientro che consentiranno di stralciare una parte del debito, ma nello stesso tempo consentiranno allo Stato di recuperare una grande fetta di quanto non riscosso. Un meccanismo per la definizione agevolata dei debiti di quei contribuenti impossibilitati a pagare tutto il debito accumulato con il fisco. Il testo mira ad obbligare Equitalia ad accettare la rateizzazione dei debiti dei cittadini insolventi con l’erario e/o con la previdenza.  Le somme iscritte a ruolo a carico di Equitalia ammontavano a circa 700 miliardi, di cui circa 600 miliardi però “sono da considerare prudenzialmente inesigibili (direi che di questi Equitalia difficilmente incasserà qualche euro). Il DDL da ad Equitalia pieni poteri decisionali sulla concessione del piano di estinzione di ciò che rimane da pagare al cittadino.

 

Posto che il cittadino deve accettare la proposta dell’erario, il pagamento dovuto sarà pari a: l’importo integrale dell’Iva e dei contributi, più il 75% dei tributi per i contribuenti in “gravi difficoltà”; mentre sarà pari all’importo integrale dell’Iva e dei contributi, più il 95% dei tributi per chi si trova in stato di “momentanea difficoltà” finanziaria. Per importi inferiori a 50mila euro, il debito si estingue con 8 rate trimestrali pagabili in 2 anni. Per quelli superiori a 50mila euro, il debito si estingue con 12 rate trimestrali pagabili in 3 anni.

 

L’agente della riscossione, sulle base di un calcolo aritmetico che consente all’erario di recuperare i crediti deteriorati, dovrà ridurre l’importo del capitale eliminando gli interessi, ed accettare un piano concordato di rientro, con una rateizzazione compatibile con le possibilità finanziarie del contribuente.

 

I debitori verranno divisi in due aree, in base alla gravità delle difficoltà economiche che non consentivano agli stessi di provvedere a pagare il dovuto. I debitori più in difficoltà sono quelli che hanno la maggior parte dei debiti contratti prima del 2010, mentre meno gravi saranno considerati i casi dei soggetti con la maggior parte della sofferenza collocata prima del 2012.

 

Per i contribuenti in grave difficoltà il piano potrà contenere:

 

– il pagamento integrale dell’Iva eventualmente dovuta;

 

– il pagamento integrale dei contributi eventualmente dovuti;

 

– il pagamento del 75% dei tributi (dunque lo stralcio del 25% degli stessi);

 

– lo stralcio integrale delle sanzioni;

 

– lo stralcio integrale degli interessi;

 

– lo stralcio integrale dell’aggio di riscossione.

 

Per i contribuenti in momentanea difficoltà finanziaria lo stralcio previsto è dello 0,5%.

 

E’ previsto anche un piano di rientro così distinto:

 

– 8 rate trimestrali pagabili in 24 mesi, per i debiti inferiori a 50.000 euro;

 

– 12 rate trimestrali pagabili in 36 mesi, per i debiti superiori a 50.000 euro.

 

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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