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Perché l’Erasmus in Europa è così importante?

lentepubblica.it • 28 Febbraio 2019

erasmus-in-europaGrazie a Liligo, gli studenti universitari che si accingono a partire per il proprio Erasmus in Europa hanno la possibilità di usufruire di voli low cost per qualunque destinazione.


L’Erasmus ormai da tutti viene considerato il lato bello dell’Europa, per usare la definizione che ne ha dato il direttore dell’Agenzia nazionale Erasmus + Indire Flaminio Galli, mentre Francesco Cappè ha spiegato che l’Europa dell’Erasmus è quella dei fondatori.

Il progetto ormai ha più di 30 anni di vita alle spalle, visto che è nato nel 1987: esso prende il nome da Erasmo da Rotterdam, umanista e teologo originario dei Paesi Bassi.

Chi era Erasmo da Rotterdam e perché è importante

Ma cosa c’entra Erasmo da Rotterdam con un programma che chiama in causa gli studenti universitari che abbandonano – seppur in modo temporaneo – il proprio Paese per andare a vivere all’estero? Ebbene, il teologo olandese è divenuto celebre per aver viaggiato nel Vecchio Continente proprio con l’intento di studiare, di ampliare le proprie conoscenze e di approfondire le proprie competenze relative a molteplici culture. Più di 3 milioni di studenti hanno avuto l’opportunità di andare a studiare all’estero grazie a questa iniziativa, che si pone l’obiettivo di garantire un processo di maturazione sia dal punto di vista umano sia sotto il profilo culturale.

Da Erasmus a Erasmus+

Non tutti sanno che dopo il 2014 il progetto Erasmus in Europa è stato trasformato in Erasmus+, che ha rappresentato un’evoluzione e un miglioramento dell’idea di partenza. Si calcola che entro la fine del prossimo anno saranno in tutto 4 milioni coloro che andranno via dal proprio Paese non solo per ragioni di studio, ma anche per motivi di lavoro, trasferendosi in un altro Stato della Ue. Il primo anno di esercizio, il 2015, ha visto il coinvolgimento di circa 650mila studenti in tutto il Vecchio Continente, tra i quali 58mila italiani. Proprio quest’anno, per altro, si celebra il 50esimo anniversario dell’idea di partenza, che fu di Sofia Corradi: fu lei, infatti, nel 1969 a divulgare la proposta di un progetto di interscambio culturale tra gli studenti delle università. La promozione in ambito accademico di questa iniziativa vide il favore del francese François Mitterand, che fu uno dei più accesi sostenitori dell’idea, ma un ruolo di primo piano lo ebbe anche Domenico Leonarduzzi, che collaborò all’attuazione in sede di Commissione Europea.

L’Erasmus per il futuro

Gli effetti benefici del progetto Erasmus per il futuro dei ragazzi che vi prendono parte sono sotto gli occhi di tutti, anche perché confermati dai numeri. Per esempio, uno studente su tre ha ricevuto delle proposte di lavoro direttamente nella città straniera in cui è andato a vivere. La differenza tra chi ha vissuto l’Erasmus e chi ha mancato questa opportunità, inoltre, è visibile a cinque anni di distanza dalla data di conseguimento della laurea: nella prima categoria di persone si registra un tasso di disoccupazione del 23% inferiore rispetto a quello riscontrato nella seconda. Non solo: le posizioni gestionali nelle aziende tra chi ha fatto l’Erasmus sono superiori di oltre il 40% rispetto a coloro che non hanno aderito all’iniziativa.

Europeismi e occupazione: i vantaggi offerti dal progetto Erasmus

Insomma, l’Erasmus non contribuisce solo a indurre i giovani a focalizzarsi sul concetto di tessuto sociale, ma ha evidenti e concrete ricadute positive dal punto di vista della situazione occupazionale dei ragazzi. Si è notato che il rischio di disoccupazione di lunga durata dopo il conseguimento della laurea è più basso tra gli ex Erasmus, che hanno più facilità anche nel trovare un lavoro a distanza di più di un anno.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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