Dal Primo Gennaio il club “euro” ha toccato quota 19 membri

lentepubblica.it • 15 Gennaio 2015

Con la Lituania si completa il profilo monetario delle tre repubbliche baltiche che condividono lo stesso segno.

La Lituania dal primo gennaio è il diciannovesimo Stato membro dell’area euro. Tutti e tre gli Stati baltici, Estonia, Lituania e Lettonia, sono oggi parte integrante dell’area dell’Uem. Il passaggio alla nuova valuta, secondo gli ultimi Rapporti pubblicati da Bruxelles, è avvenuto senza difficoltà a testimonianza di quanto indicato nell’ultimo sondaggio Eurobarometro.

Il sondaggio Eurobarometro
L’ultima rilevazione, effettuata tra il 4 e il 6 settembre, evidenziava una buona conoscenza della moneta unica europea da parte di più dei due terzi dei cittadini lituani. Il 70%, in particolare, si considerava informato “molto bene” o “abbastanza bene”, rispetto alla rilevazione di aprile dove lo era appena il 50% di chi era stato intervistato sull’argomento. Fondamentale il ruolo della doppia indicazione, in euro e vecchia valuta, che, per i contribuenti lituani, dovrebbe anche essere indicata su bollette di consumo energetico e dichiarazioni fiscali.

Lituania e Lettonia protagoniste dal primo gennaio 2015
E mentre la Lituania si apprestava a divenire il diciannovesimo Stato membro dell’eurozona, un altro Stato, di rilievo per l’area baltica, la Lettonia, dal primo gennaio diventava il nuovo presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea. La repubblica baltica è subentrata, in ordine temporale, all’Italia che proprio ieri ha passato ufficialmente il testimone al secondo partner della tripla presidenza condivisa, la seconda per la precisione, dopo la Lituania, ad avvicendarsi al vertice delle istituzioni comunitarie. Il tasso di conversione permanente tra il litas lituano e l’euro è fissato a 3,45280 litas lituani per 1 euro, che corrisponde al tasso centrale del litas nel meccanismo di cambio dell’Unione europea.

Una operazione che si è conclusa senza difficoltà
Secondo una recente indagine della Commissione, buona parte dei cittadini lituani disponeva di contante in euro già nella fase immediatamente precedente al cash changeover. In particolare, secondo le risultanze dell’indagine,  il 44% poteva contare su banconote in euro e il 46% su monete in euro acquisite in genere a seguito di viaggi all’estero, da operazioni di cambio valuta effettuate in banca o presso gli uffici postali. Molti cittadini hanno poi pensato bene di rispondere all’offerta di starter kit di monete in euro euro messi a disposizione da banche e poste nella fase antecedente al cash change over.
Anche le operazioni di distribuzione di banconote e monete da parte degli ATM è filata liscia come l’olio sin dalle prime ore del nuovo anno. In particolare circa 40 filiali di banche commerciali e uffici di cassa della banca centrale lituana, della banca di Lituania, a Vilnius e Kaunas, sono stati aperti per i servizi di cassa dall’1 gennaio. Le carte di pagamento e i terminali di punti vendita per i pagamenti con carta sono stati convertiti allo stesso modo con successo in euro in tempo utile per l’apertura dei negozi a partire dal 2 gennaio. 161 filiali bancarie e 188 uffici postali sono stati aperti per i servizi di cassa sin dal 3 gennaio.

L’importanza della doppia indicazione dei prezzi
Garantire che i prezzi possano essere visualizzati sia nella vecchia valuta che in euro è una delle azioni più importanti per un neofita dell’euro. Così la pensano i cittadini lituani, stando alle risultanze del sondaggio Eurobarometro, che la considerano una operazione fondamentale da cui dipende il successo del passaggio al nuovo segno monetario. La grande maggioranza degli intervistati, il 77%, ha poi dichiarato che l’operazione riveste una importanza cruciale nei negozi per evitare truffe e confusioni nei resti, mentre il 71% ha dichiarato che i prezzi, indicati in entrambe le valute, dovrebbero essere stampati sulla bollette dei consumi di acqua, telefono e gas mentre per il 65% degli intervistati il doppio segno monetario dovrebbe essere riportato anche sulla busta paga e nella dichiarazione dei redditi.

Alcuni tratti salienti della normativa fiscale
In Lituania vige il principio del worldwide income e per i soggetti residenti nel Paese, il reddito è tassato ovunque prodotto, mentre per i non residenti si assoggetta a tassazione soltanto il reddito prodotto nel Paese. Tutti i redditi delle persone fisiche (ad eccezione di dividendi e altre distribuzioni di utili) sono soggetti all’imposta sul reddito personale secondo l’aliquota standard del 15%. Dal 2010 l’aliquota ordinaria per le società è pari al 15%. Le microimprese (quelle con un massimo di 10 dipendenti e fino a LTL 1 milione in reddito per l’anno) possono avere diritto a un’aliquota ridotta del 5%. Le società lituane sono soggette all’imposizione sui redditi worldwide; le società estere sono, invece, soggette all’imposizione sui redditi prodotti nel Paese. La riforma del sistema fiscale, su cui dal 2014 si è aperto un ampio dibattito tra le forze politiche e sociali, dovrebbe prevedere l’aumento della tassazione progressiva sui redditi una migliore distribuzione delle imposte tra lavoro e capitale.

 

 

FONTE: Fisco Oggi – Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate

AUTORE: Gianluca di Muro

 

 

fondi europei 2

 

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