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Falsi prosciutti DOP: gravissimi i reati commessi a danno degli utenti

lentepubblica.it • 28 Maggio 2019

falsi-prosciutti-dopFalsi prosciutti DOP: gravissimi i reati commessi a danno degli utenti. Federconsumatori richiede incontro con i Consorzi dei prosciutti di Parma e San Daniele.


Federconsumatori esprime grande preoccupazione per i fatti che in questi giorni hanno coinvolto i prosciutti DOP di Parma e San Daniele, di cui sono stati riscontrate falsificazioni delle etichette. Le procure di Torino e di Pordenone hanno posto sotto sequestro numerosi lotti realizzati con cosce provenienti da maiali danesi e con non materia prima italiana, contrariamente a quanto previsto dai disciplinari, portando così alla luce una inaccettabile frode a danno del consumatore: la gravità dell’accaduto è inoltre amplificata dal fatto che siano coinvolti prodotti con il marchio DOP, che dovrebbe invece rappresentare una delle massime garanzie a tutela dei cittadini.

Ricordiamo inoltre che per l’acquisto di tali alimenti vengono pagati prezzi più alti rispetto ad altri prodotti della stessa tipologia proprio in ragione delle garanzie che la Denominazione di Origine Protetta dovrebbe offrire e episodi di questo genere dimostrano che le verifiche sulle produzioni a marchio DOP presentano importanti lacune.

Considerando che all’interno del sistema di verifica esiste un sostanziale conflitto di interessi – poiché la proprietà del Consorzio, che svolge appunto l’attività di controllo, è delle stesse aziende che sono oggetto di monitoraggio – e che in questi anni abbiamo purtroppo assistito ad un notevole aumento delle frodi alimentari, in particolare nel settore della lavorazione delle carni, abbiamo ritenuto opportuno chiedere un incontro urgente con i Consorzi dei prosciutti DOP di Parma e San Daniele. Auspichiamo che il confronto con i produttori possa chiarire alcuni aspetti delle procedure di controllo e che preluda ad un maggiore coinvolgimento delle Associazioni dei Consumatori su tali argomenti.

Federconsumatori sta inoltre valutando la possibilità di avviare un confronto in merito con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Fonte: Federconsumatori
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