Federauto: per i microincentivi un fallimento annunciato, già svaniti i fondi per i privati

lentepubblica.it • 9 Maggio 2014

Il presidente Pavan Bernacchi: “In meno di 3 giorni sono già svaniti i fondi per i microincentivi ecologici messi a disposizione per i privati, mentre quelli per le aziende al momento giacciono inutilizzati”.

“In meno di 3 giorni sono già svaniti i fondi per i microincentivi ecologici messi a disposizione per i privati, mentre quelli per le aziende al momento giacciono inutilizzati”. Lo ha detto il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, in merito alla recente misura varata dal Governo e operativa dal 6 maggio”. Federauto aveva stimato che i fondi per i privati si sarebbero esauriti tra i 3 e i 5 giorni e oggi, a circa 24 ore lavorative dal loro varo, è rimasto un residuo di 149 euro. Tradotto: sono finiti. I 31 milioni a disposizione delle aziende, invece, sono quasi tutti lì. Questo perché la chiave d’accesso all’incentivo, per le partite IVA, è rottamare una vettura con più di dieci anni; ma le aziende italiane, tranne in qualche raro caso, ammortizzano e sostituiscono questi beni molto prima. “Purtroppo – ha proseguito il presidente dell’associazione che rappresenta i concessionari di tutti i marchi commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali, industriali e autobus – si è riproposta questa misura nonostante l’esperienza del 2013 fosse stata fallimentare sotto tutti i punti di vista. Non abbiamo allargato il mercato, non abbiamo orientato gli acquisti verso vetture ecologiche e non abbiamo ricavato nessun insegnamento o dato statistico. Questi incentivi, è bene ricordarlo per l’ennesima volta, Federauto li ha contrastati con tutte le sue forze dal lontano 2012. Ma nessuno ha mai riflettuto sul fatto che i concessionari, i primi beneficiari del provvedimento dopo i clienti, si fossero espressi negativamente. Volessero, incredibile a dirsi, rinunciare a dei soldi pubblici! Ma questa operazione – che noi abbiamo definito ‘il porcellum dell’auto’ – ha recato più danni che benefici. Da un lato ha ingenerato nel consumatore aspettative esagerate, in virtù delle scarse risorse a disposizione, dall’altro non ha modificato le proporzioni delle richieste di vetture a basso impatto ambientale. O in misura irrisoria. L’unico effetto è di aver buttato soldi pubblici – almeno quelli dei privati, perché quelli delle aziende sono ancora lì – in un momento storico dove si dovrebbe avere il massimo rispetto di ogni singolo euro che lo Stato spende. Anche perché sono le tasse che noi tutti paghiamo”. Conclude Pavan Bernacchi: “Sarebbe stato meglio dare questi 120 milioni di euro (la somma dei fondi triennali) agli esodati, ai terremotati o ad altri soggetti che ne avrebbero tratto un beneficio reale. Il mondo dell’automotive in Italia occupa 1.200.000 persone, fattura l’11,4% del PIL e sta perdendo il 35% del fatturato rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Noi abbiamo bisogno di un piano organico a tutto tondo. Lo Stato introiterebbe più denaro, svecchieremmo il circolante con benefici per la sicurezza e l’ambiente e sosterremmo il mondo del lavoro. Un piano serio, non provvedimenti sbagliati. Piuttosto delle briciole? Meglio niente”.

FONTE: Confcommercio

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