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Fimaa: “il Parlamento reintroduca le norme su affitti in nero”

lentepubblica.it • 30 Aprile 2014

 

Il presidente Angeletti: “Chiediamo al Governo e al Parlamento di approvare degli emendamenti all’interno del Decreto casa, in discussione al Senato, che reintroducano le norme dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale, per eccesso di delega, e che permettevano agli inquilini la riduzione del canone di affitto se denunciavano la mancata registrazione del contratto da parte dei proprietari dell’immobile”.

“Chiediamo al Governo e al Parlamento di approvare degli emendamenti all’interno del Decreto casa, in discussione al Senato, che reintroducano le norme dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale, per eccesso di delega, e che permettevano agli inquilini la riduzione del canone di affitto se denunciavano la mancata registrazione del contratto da parte dei proprietari dell’immobile”.  Così Valerio Angeletti Presidente di FIMAA Italia – Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari / Confcommercio – ribadisce alle Istituzioni la necessità di ripristinare con una legge apposita le norme che la sentenza 50/2014 della Corte Costituzionale, depositata il 14 marzo scorso, ha cancellato per carenza di delega. Norme che prevedevano un meccanismo punitivo per i proprietari che avessero omesso di registrare il contratto di locazione o lo avessero registrato con un importo inferiore, con sgravi fino all’80% per quattro anni del canone d’affitto a favore dell’inquilino che avesse denunciato l’illecito. “Solo a Roma – continua il numero uno di FIMAA Angeletti, sono circa 40mila gli alloggi affittati in nero, quasi un milione in tutto il territorio Nazionale. Il mercato degli affitti non registrati e dunque illegali va stroncato con norme chiare e coerenti e con sanzioni efficaci e applicabili immediatamente. Il rischio, se si continua di questo passo, è di disincentivare la registrazione dei nuovi contratti di locazione, con danni per il fisco e il settore immobiliare. Per questo è necessario che venga promulgata una legge apposita che sani la carenza di delega. Se le norme non verranno ripristinate – conclude il Presidente Nazionale FIMAA Angeletti – migliaia di inquilini che avevano aderito alle disposizioni dei commi 8 e 9 dell’articolo 3 del decreto legislativo 23 del 2011, denunciando i contratti in nero, ora rischiano richieste di arretrati esorbitanti e in alcuni casi anche lo sfratto. Le Istituzioni devono tutelare le migliaia di inquilini che con la segnalazione del contratto in nero hanno contribuito alla lotta all’evasione fiscale. Occorre disincentivare con tutti i mezzi possibili il ricorso al nero, il rispetto della legalità è garanzia imprescindibile per il mantenimento della professionalità e della trasparenza degli Agenti immobiliari a tutela dei proprietari degli immobili e dei Consumatori finali”. Un ulteriore commento il Presidente FIMAA Italia Angeletti lo riserva all’approvazione del “decreto Salva-Roma” che apporta novità sulla Tasi: “Per metà dei casi, soprattutto nelle grandi città, i proprietari degli immobili pagheranno un conto più salato rispetto alla vecchia Imu. La combinazione tra le aliquote e le poche detrazioni sulle prime case non ha raggiunto l’obiettivo di abbassare la pressione fiscale sul mattone, anzi molti proprietari rimpiangeranno la vecchia Imu. Per il rilancio del settore immobiliare è necessario che il Governo restituisca equità e coerenza al sistema di tassazione degli immobili. La riforma del Catasto attualmente in corso potrebbe essere un buon punto di partenza”.

FONTE: Confcommercio

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