Gli eventi avversi

Roberto Recordare • 24 Novembre 2021

La vita è sempre stata piena di eventi avversi, ma bisognerebbe anche capire per chi sono avversi questi eventi. Difatti, un evento che può essere avverso per uno, può essere al contrario un evento positivo per qualcun altro.

Nell’ambito scientifico, l’effetto avverso è una cosa che  si  dovrebbe  studiare, valutare e prevenire, come ad esempio in un vaccino, ma anche chi fa politica e chi dirige, dovrebbe prevenire gli eventi avversi nel suo progetto politico, strategico e organizzativo.

Così come per le varie case farmaceutiche, si sono verificati degli eventi avversi che evidentemente non avevano considerato, come tachicardia, ed altri effetti collaterali, anche i vari governi e chi li orienta non hanno previsto gli eventi avversi, causati da gruppi di persone, denominati ad-hoc dai spin doctor e quindi dai media subortinati, come i no-vax, no-green pass, negazionisti, ecc.

C’è stato forse un errore di valutazione, non si sa ancora quanto grande, che può magari rientrare nelle statistiche previste in qualsiasi ciclo di produzione industriale o produzione di cazzate, ma con il rischio anche sforare le previsioni. Se le non conformità di prodotto e quindi gli eventi avversi superano una certa soglia, si rischia di andare in bancarotta, che vale a dire per i vari governi, anche a seconda della forza con cui si manifestano questi eventi avversi nei vari stati, andare in crisi e con loro i grandi strateghi globali.

Ci troviamo di fronte, comunque, ad una spaccatura della società, a seconda da quale punto di vista si osservano le cose. I convinti della pandemia e del vaccino, sostenitori dei lockdown, non si capacitano come le persone vadano a protestare in piazza con il rischio per la salute di tutti, mentre un’altra parte non si capacita come ci siano persone che per mantenere la loro sopravvivenza biologica, rinuncino di fatto alla loro vita intesa nella sua complessità e con tutti optional previsti alla nascita dalla stessa natura, come la socialità e la libertà, oltre che alla salute psichica e allo smantellamento dello stato di diritto.

Entrambe le fazioni, perché così oggi le dovremmo chiamare, non si capacitano del fatto che gli altri hanno il prosciutto sugli occhi. Per entrambe, è tutto palese ed evidente secondo la propria visione delle cose.

Questo perché chi deve poter governare, sa benissimo che il divide et impera è sempre la migliore soluzione. Mentre sapevamo che non esistono due uomini uguali e magari entrambi contenti di questo e che fino a poco tempo fa il concetto di libertà includeva il diritto di non essere uguali, essendoci prima almeno tre strati diversi di società, oggi che la cosa si è appiattita, restando la maggior parte nell’unico strato rimasto escludendo gli eletti, che è lo strato in cui stanno quasi tutti nella merda, accomunati da una stessa visione sociale. Questo fa nascere il rischio di catalizzare una forza, quella dell’appartenenza, se non altro data dai numeri.

La pandemia sicuramente è servita a creare lo scontro  all’interno  della  stessa cultura, dello stesso tenore di vita, perfino all’interno delle stesse famiglie, indebolendo di fatto la reazione popolare a qualsiasi forzata restrizione piova dall’alto.

L’uomo per sua natura tende a trasformare le differenze in disuguaglianze, per cui è facile che un gruppo con una convinzione, pretenda che l’altro gruppo sia trattato in modo diverso, perché secondo il suo parere non è conforme e non è allineato a quello che ritiene corretto e sacrosanto. Queste disuguaglianze possono portare motivi di tensioni e andando avanti, se non si sta attenti, anche guerre e lutti.

Queste sono quelle fasi della storia che si ricorderanno e dove la reazione del popolo tende a dimostrare quello che esso stesso è diventato in quest’epoca e quanto è lontano dagli anni in cui la libertà aveva un altro valore e la socialità era al centro di tutto.

Quando la tempesta sarà passata, gli storici cercheranno di capire come alla fine se n’è usciti vivi o come questa trasformazione è diventata strutturale. Ma sicuramente nel bene e nel male, la società non sarà più la stessa.

Sicuramente si sottovalutano i problemi mentali e la trasformazione dei punti di riferimento, che abbiamo subito ultimamente, in un verso o nell’altro, chi per non aver sostenuto come si deve la paura, chi per l’insofferenza alle restrizioni, chi per entrambe le cose.

Pensiamo alla trasformazione sociale e lavorativa di questi ultimi due anni, per cui

una parte di persone, molto probabilmente quella tacciata come no-vax, no-green pass, ecc., ha generato un movimento anche inconsapevole, di cui se ne sta cominciando a parlare. Adesso comincia a sentirsi come qualcosa di reale e tangibile, la voglia di volersi allontanare dalla vita e dal lavoro che si sta conducendo.

Questo è dovuto all’abbassamento della soglia di tolleranza nel fare un lavoro che non piace o a condurre una vita non soddisfacente, specialmente per le persone che soffrono quella libertà interiore che viene meno, per cui si cerca l’evasione, per cui si stima un aumento di dimissioni dal lavoro di circa l’85% in più rispetto al 2020, circa 484.000.

Ma questo ancora non viene percepito dai palazzi del governo del nuovo stato del Draghistan, che continua imperterrita la sua marcia dei soldatini di piombo.

Mentre Robert Malone, inventore della tecnologia a mRNA, si spinge a suo rischio e pericolo, di fare previsioni catastrofiche per le vaccinazioni, specialmente ai bambini, definendolo un crimine, Christine Lagarde, che presiede la BCE, diventa tutta ad un tratto l’esperta virologa, incoraggiando e spingendo verso la vaccinazione completa del globo. Ci si dovrebbe chiedere come mai Christine Lagarde adesso si occupa di sanità e i media ne danno più risalto considerandola una fonte migliore dei premi Nobel in materia specifica.

Ma in Italia sono tutti sono in altre faccende affaccendati ed è tempo di grandi manovre, e guarda caso, proprio adesso che c’è il rischio della caduta del governo in caso si decidesse per Draghi Presidente della Repubblica, con un sincronismo sconcertante, magari per evitare franchi tiratori,  esce  fuori  dal  cilindro  una sentenza del Consiglio di Garanzia di Camera e Senato che riconoscerà ai deputati e ai senatori, il diritto di ottenere la pensione anche nel caso in cui la legislatura dovesse finire anticipatamente, ossia prima dei quattro anni, sei mesi e un giorno. Altrimenti, Draghi non sarebbe diventato Presidente della Repubblica, che quindi dipende soltanto dalle pensioni dei nostri parlamentari, gli stessi che dovrebbero fare le grandi strategie sul nostro futuro, che dovrebbero pensare alla progettazione a lungo termine. Proprio nel momento più problematico, che sicuramente non  è quello pandemico e di conseguenza finanziario dove tutti si concentrano, sottovalutando il problema etico dovuto proprio a  questa  invasione  sulla  vita privata delle persone.

Pensiamo solo al fatto che si è scoperto ad esempio che un grande fornitore europeo di test Covid-19, Cignpost Diagnostics, è stato indagato nel Regno Unito per aver venduto a terzi i tamponi contenenti il DNA dei pazienti. A quanto dice l’azienda, solo per studiare la salute umana,  al  fine  di  sviluppare nuovi prodotti. L’azienda, infatti, ha confermato che i dati riguardanti “campioni biologici” e “informazioni genetiche”, sono stati conservati e i campioni di DNA venduti. Il tutto con i pazienti completamente ignari.

Ma si sa, in un’epoca dove la biotecnologia sta facendo passi da gigante, capace di modificare il codice genetico di un uomo, con la visione che lo stesso possa essere equiparato ad una macchina biologica con una visione “lego”, proseguendo studi, ricerche ed esperimenti, senza accorgersi che si sta andando verso una trasformazione eugenica, con il traguardo di progettare le persone secondo i parametri del momento, proprio come oggi si fa per i pomodori o i broccoli OGM. Mentre i nostri politici si occupano della loro pensione e poi anche dello stato di emergenza, creando disastri da tutti i punti di vista, non si preoccupano di pensare ai confini che questa trasformazione sociale cosa deve avere, per evitare che ci possano essere domani genitori, che decidano di fare un figlio alto, biondo, occhi azzurri e con qualche gene di Maradona, visto che il padre magari è appassionato di calcio e tifa per il Napoli.

Nessuno si preoccupa di considerare e prevenire il futuro con i nuovi sistemi di robotica intelligente, perché forse ancora qualcuno pensa al robot da cucina, senza considerare che in un prossimo futuro potremmo avere robot intelligenti che possono sostituire l’uomo in attività professionali. Androidi sempre più somiglianti all’uomo e che potrebbero suscitare anche reazioni emotive sull’uomo, tanto da potersi affezionare, come oggi si fa col proprio gatto di casa.

Pensiamo ad un avvocato o commercialista, che ha tutte le leggi di qualsiasi tipo memorizzate e con degli algoritmi riesce a ottimizzare le decisioni da intraprendere in un contenzioso, diventerà magari la “persona” di fiducia.

E quanto passerà, da quando la società poi non pensi di promuovere per loro anche alcuni diritti civili e magari anche il diritto al voto. Senza voler togliere niente a nessuno, sicuramente oggi sono stati attribuiti diritti che solo cinquanta anni fa erano impensabili. In una trasformazione del genere senza che nessuno si prenda la briga di ragionare su questo, essendoci oltretutto la spinta quasi esclusivamente verso studi scientifici e la riduzione drastica delle materie umanistiche, quanto il mondo è a rischio in questo processo di transumanesimo, nessuno se lo pone in modo adeguato, soprattutto chi dovrebbe porselo.

Senza considerare l’evoluzione della nanotecnologia, robot piccoli  su  scala molecolare o atomica che possono simulare qualsiasi materia a seconda  di  come sono collegati l’un l’altro, con proprietà elettromeccaniche ed elettromagnetiche nuove, potendo trasformare l’informazione in materia e la materia in informazione, che possono entrare a far parte del nostro sistema  biologico,  mettendo  in discussione la natura dell’uomo in un futuro distopico, sommerso in sistemi di intelligenza artificiale che mettono a rischio il sistema dei valori che stanno o forse stavano alla base della nostra civiltà. Sistemi magari programmati secondo le nuove regole di dominio, controllo, competizione e consumismo, che possono segnare l’obsolescenza della specie umana.

Eventi avversi non considerati nella strada che abbiamo imboccato, mettendo in discussione le basi del rispetto e della dignità della persona umana.

 

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Fonte: articolo di Roberto Recordare
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