Il decalogo per avviare uno studio di dottore commercialista: requisiti, procedure, costi, strategie

lentepubblica.it • 7 Gennaio 2015

Commercialisti, come avviare uno studio: requisiti, procedure, costi, strategie.

Avviare autonomamente uno studio di dottore commercialista non è facile, a causa degli alti costi iniziali e della difficoltà nel reperire i primi clienti. Secondo una stima Confprofessioni, per mettersi in proprio servono tra i 30.000 e i 70.000 euro. Eventualmente è possibile fare affidamento a numerose banche che erogano finanziamenti prevalentemente ai professionisti. Aprire uno studio commercialista è comunque un ottimo investimento, soprattutto se ci si aggrega dividendo le spese. Il dottore commercialista è infatti un professionista in grado di offrire servizi innovativi alle imprese. Esperto delle gestioni patrimoniali in materia fiscale, tributaria e giuridica, amministra e liquida aziende, patrimoni o singoli beni, offre consulenza giuridica e commerciale, verifica bilanci, conti, scritture e ogni documento contabile dell’azienda. Infine, può essere nominato sindaco e revisore di bilancio nelle società in cui è previsto il controllo legale dei conti.

Requisiti

Le professioni di dottore commercialista sono regolate dal decreto legislativo n. 139 del 28 giugno 2005 che ne delinea l’ordinamento dopo l’unificazione dell’Albo dei dottori commercialisti con quello dei ragionieri e periti commerciali. Per esercitare occorre la laurea quinquennale di secondo livello (in Scienza dell’Economia, in Scienze economico-aziendali o in Economia e Commercio), un tirocinio di tre anni presso un dottore commercialista iscritto all’Albo (che rilascerà il Certificato di compimento del tirocinio) e il superamento dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione, con cui fare domanda di iscrizione all’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. L’esercizio della professione è incompatibile con la professione di: notaio; giornalista professionista; attività d’impresa (sia in nome proprio che per conto altrui) di produzione di beni e servizi, di trasporto e spedizioni, bancarie, assicurative e agricole; mediatore; appaltatore di servizi pubblici; concessionario della riscossione dei tributi; promotore finanziario.

Avvio studio

Per avviare uno studio di dottore commercialista è bene acquisire ogni informazione possibile. Enti locali, Comuni, Province e Regioni potranno fornire informazioni utili. Occorre innanzitutto:

  • richiesta di attribuzione della Partita IVA;
  • iscrizione INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni sul lavoro e malattie professionali;
  • iscrizione Cassa Nazionale di Previdenza dei dottori commercialisti per la gestione di contributi e prestazioni previdenziali.

Contributi Cassa di Previdenza

Il dottore commercialista è tenuto a versare i contributi previdenziali alla Cassa di previdenza dei liberi professionisti in rapporto di lavoro non dipendente (Cassa Nazionale di Previdenza dei dottori commercialisti). Questa è una delle spese più rilevanti per chi esercita in regime di libera professione: per il giovane dottore commercialista è prevista una spesa mediamente di circa 4.000 euro annui.

 

 

FONTE: PMI (www.pmi.it)

AUTORE: Nicola Santangelo

 

 

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