Immunità naturale rapportata a 2 dosi del vaccino Pfizer: quali differenze?

lentepubblica.it • 15 Ottobre 2021

mmunita-naturale-vaccino-pfizerAlcune ricerche accademiche hanno evidenziato una diminuzione dell’immunità indotta dal vaccino contro il COVID-19 (ne abbiamo parlato qui).

La protezione a lungo termine comparabile conferita dalla precedente infezione da SARS-CoV-2 sembrerebbe essere messa in dubbio.

Immunità naturale rapportata a 2 dosi del vaccino Pfizer: quali differenze?

Dallo studio effettuato dallo statunitense Cold Spring Harbor Laboratory e pubblicato in lingua inglese sul portale bioRxiv (potete consultarlo direttamente al link https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.08.24.21262415v1.full-text), i vaccinati naïve alla SARS-CoV-2 avrebbero un rischio maggiore di 13,06 volte (95% CI, da 8,08 a 21,11) di infezione da rottura con la variante Delta rispetto a quelli precedentemente infettati, quando il primo evento (infezione o vaccinazione) si è verificato nel mese di Gennaio e Febbraio del 2021.

L’aumento del rischio sembrerebbe significativo (P<0,001) anche per la malattia sintomatica.

Infatti nei casi in cui si consentiva che l’infezione si verificasse in qualsiasi momento prima della vaccinazione (da marzo 2020 a febbraio 2021), sembrerebbe dimostrata la diminuzione dell’immunità naturale, sebbene i vaccinati naïve alla SARS-CoV-2 avessero un 5,96 volte (95% CI, da 4,85 a 7,33) aumento del rischio di infezione improvvisa e aumento del rischio di malattia sintomatica di 7,13 volte (95% CI, 5,51-9,21).

I vaccinati naïve alla SARS-CoV-2 erano anche a maggior rischio di ricoveri correlati a COVID-19 rispetto a quelli che erano stati precedentemente infettati.

Questo studio dimostrerebbe dunque che l’immunità naturale conferisce una protezione più duratura e più forte contro l’infezione, la malattia sintomatica e l’ospedalizzazione causata dalla variante Delta di SARS-CoV-2, rispetto all’immunità indotta dal vaccino a due dosi BNT162b2.

Gli individui che erano stati entrambi precedentemente infettati da SARS-CoV-2 e che avevano ricevuto una singola dose del vaccino avrebbero dunque ottenuto una protezione aggiuntiva contro la variante Delta.

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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Cristina Manfredi
Cristina Manfredi
16 Ottobre 2021 21:18

Lo sappiamo già. Arrivate in ritardo

Giuseppe Candura
Giuseppe Candura
22 Ottobre 2021 16:52

Chiunque abbia anche solo studiato biologia al liceolo aveva capito da solo. Solo il ‘geniale governo italiano fa finta di non comprenderlo. Rimane solo da capire per quali interessi…