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Le Imprese nei Piccoli Comuni producono di più?

lentepubblica.it • 28 Novembre 2019

imprese-nei-piccoli-comuniEcco il principale risultato emerso da una elaborazione realizzata dall’Ufficio studi della CGIA per conto di ASMEL, l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, che rappresenta oltre 2.800 Comuni in tutt’Italia.


Le Imprese nei Piccoli Comuni producono di più? Le fabbriche, gli uffici, i negozi e le botteghe presenti nei piccoli Comuni con meno di 20 mila abitanti producono il 38 per cento del Pil generato da tutto il comparto economico privato presente nel Paese (industria e servizi). Un’incidenza superiore a quella ascrivibile alle attività situate nelle grandi città (35 per cento del Pil), ovvero quelle con più di 100 mila abitanti .

Questo è il principale risultato emerso da una elaborazione realizzata dall’Ufficio studi della CGIA per conto di ASMEL, l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, che rappresenta oltre 2.800 Comuni in tutt’Italia.

“A differenza delle grandi città – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – i piccoli Comuni hanno pochi mezzi a disposizione e tanti problemi di dimensione sovracomunale da affrontare. La forte concentrazione delle attività produttive nelle realtà territoriali minori impone a questi Sindaci risposte importanti. Su temi come la tutela dell’ambiente, la sicurezza stradale, la mobilità, l’adeguatezza delle infrastrutture viarie e la necessità di avere un trasporto pubblico locale efficiente. Sono criticità che richiedono un approccio pianificatorio su larga scala. Ce, spesso, non si può attivare a causa delle poche risorse umane e finanziarie a disposizione”.

Le Imprese nei Piccoli Comuni

Dei 750 miliardi di euro di valore aggiunto prodotto da tutte le aziende private presenti nel Paese (pari a poco meno della metà del Pil nazionale), 286,6 miliardi sono generati nelle piccole Amministrazioni comunali e 261,2 miliardi nelle grandi.

Nei medi Comuni (quelli tra i 20 e i 100 mila abitanti), il valore aggiunto ammonta a 202,2 miliardi (il 27 per cento del totale del Pil in capo al settore industriale).

Segnala il segretario CGIA Renato Mason:

“I Comuni con meno di 20 mila abitanti  sono importanti non solo perché ospitano tantissime imprese private e generano tanto Pil. Ma anche perché costituiscono il 93 per cento del totale delle amministrazioni comunali presenti nel Paese. Ci abita il 46 per cento di tutta la popolazione nazionale e ci lavora il 41 per cento degli addetti italiani presenti nelle aziende private. Assieme ai Comuni di media dimensione sono i principali soggetti economico/ istituzionali che la politica romana dovrebbe guardare con maggiore attenzione”.

Disaggregando il valore aggiunto totale prodotto dalle imprese private nelle due branche che lo compongono, industria e servizi, emerge la grandissima vocazione manifatturiera dei Comuni con meno di 20 mila abitanti.

In questi piccoli enti locali risultano insediate

  • il 54 per cento delle unità operanti nel settore dell’industria (pari a 533.410 imprese)
  • e il 56 per cento degli addetti (poco più di 2.944.200 lavoratori)
  • infine addirittura il 52 per cento del valore aggiunto (163,9 miliardi di euro)

A questo link il testo completo del Report della CGIA Mestre.

 

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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