Imprese: la proposta di “Smart Energy Network”

lentepubblica.it • 25 Marzo 2019

imprese-proposta-smart-energy-networkLa presente proposta di “MM.Net – Smart Energy Network” è rivolta al mondo delle Imprese e a loro Associazioni e Consorzi. La proposta racchiude una griglia di soluzioni aventi ad oggetto il risparmio energetico nelle sue varie articolazioni (il prodotto e il servizio, le reti economico-finanziarie e tecnologico-scientifiche, la progettazione, gli strumenti giuridico-finanziari).


Una proposta autonoma di Project Financing con Soggetto promotore è rivolta ai Comuni italiani nel documento “MM.Net – Project Financing e Comuni”.

Lo sviluppo economico è sempre più legato ai temi del risparmio energetico, delle energie rinnovabili e della sostenibilità ambientale. Non è più realistico, oggi, costruire processi di crescita civile e economica prescindendo da questi fattori. Essi sono giustamente ritenuti centrali nel fondare qualsiasi strategia che guardi al futuro, sia per il settore pubblico che per le imprese. Il settore “energia” non può dunque prescindere da una rigorosa visione di management imprenditoriale nella gestione delle risorse e degli assets.

Sul tema dell’energia si incrociano d’altronde emergenze planetarie decisive per il futuro dell’Umanità. Esse impongono strategie d’innovazione tecnologico-scientifiche e di risparmio delle risorse (naturali e economiche) su cui fondare le politiche di sviluppo. Il mondo è sempre più rapido e complesso nel susseguirsi degli eventi, dai salti sempre più ravvicinati delle rivoluzioni scientifiche, ai mutamenti dei processi geo-politico-economici che spesso sfuggono al controllo dei Governi e della Politica e richiedono ormai da tempo risposte sempre più lungimiranti, ponendo maggiore centralità alla necessità di una governance mondiale (pubblico/privata) dei processi complessi del settore.

A questa vision mondiale va collegata la capacità di governance dei singoli governi locali e delle singole imprese nei territori e negli aggregati socio-economici. Si tratta di un impegno su vasta scala che deve prestare attenzione alla multiformità dei localismi e delle singole realtà d’impresa.

Ragionando specificamente sui temi dell’“energia” assume sempre più valore l’impegno a strutturare ogni strategia, sia in ambito pubblico che privato, tenendo ben presente la necessità di due grandi riferimenti di contesto:

  1. la costruzione e la manutenzione continua di una cultura e di una pratica delle reti del sapere, dei linguaggi e degli strumenti. Cultura di grande funzionalità a far circolare informazioni, benchmarking, ricerca scientifica, esperienze di start up imprenditoriali, nonchè a far maturare proposte di eccellenza energetica;
  2. la definizione di “Smart Energy Network”, di reti intelligenti sui temi dell’energia costruite all’interno di singoli “cantieri”, siano essi ambientali, tematici che territoriali. Networks che consentano nuovamente la circolazione di idee, l’aggiornamento e la fotografia di singole proposte di smart energy utili all’ulteriore elaborazione di strategie d’innovazione e di risparmio del settore, elaborate in modo originale nei singoli ambiti (territoriali, imprenditoriali, scientifici, tecnologici).

Sono professionalmente testimone, a titolo esemplificativo, di come sia possibile in materia di illuminazione pubblica e privata (settore sul quale opero da tempo in veste di consulente/sviluppatore) che i Comuni, per l’illuminazione delle Città, e le Imprese, per la illuminazione degli impianti, possano autofinanziare l’innovazione tecnologica con il risparmio di consumo energetico ottenuto dalla realizzazione di impianti ad alta innovazione.

Partendo da tali strategie è possibile:

1 – Migliorare la qualità riducendo drasticamente l’impegno finanziario e quindi il costo a carico della Comunità;

2 – Produrre sviluppo economico e importanti utili d’impresa per le imprese che operano nel settore a vario titolo (produzione e servizi, capitali di rischio), generando a catena:

  • servizi di qualità;
  • costi sociali minori:
  • cultura della cooperazione e posti di lavoro;
  • ciclo continuo di messa a norma degli impianti;
  • riduzione dell’inquinamento ambientale;
  • infrastrutturazione per future strategie di Smart City.

Per i Comuni in particolare (parliamo naturalmente di valori medi e molto approssimativi che dipendono dallo stato di partenza dell’investimento)  è possibile pervenire a riduzioni di consumi fino al 40 % annuo (a seconda delle condizioni inziali degli impianti, in termini funzionali e di messa a norma) che consentono fino a un 5-10 % di minori costi per l’Amministrazione pubblica e per i cittadini, e fino a un 30-35 % da destinare all’ammortamento dell’investimento, alle spese di gestione, di manutenzione ordinaria e straordinaria, di messa a norma costante degli impianti).

Le reti

Ho curato personalmente negli ultimi anni un’attenta selezione nella costruzione delle reti, consapevole dell’importanza strategica delle stesse:

– per cominciare nell’ambito del mondo del sapere, dove vengono prodotte le idee che devono essere costantemente testate in termini di praticabilità e compatibilità;

– nell’ambito dell’uso dei linguaggi scientifici e professionali, ad es. è fondamentale, per bene operare, che uomini di settori diversi chiamati a formare “team” sappiano entrare in rete tra loro dialogando e contribuendo a integrare “saperi” distanti tra loro ma la cui integrazione è decisiva per comuni obiettivi;

– nell’ambito dei benchmarking e degli strumenti di più disparata natura, da quelli giuridici e finanziari (individuazione delle tipologie contrattuali; individuazione delle Società investitrici più adatte al settore e al territorio) a quelli tecnologici e scientifici (scelta dei prodotti e delle tecnologie).

Queste attività di costruzione e manutenzione delle reti sono fondamentali per dare le risposte più opportune all’assunzione delle strategie. Personalmente esercito questa attività da anni e sono sempre più convinto che questo ruolo professionale, spesso ignorato, sia divenuto strategico nei settori complessi come l’energia. Probabilmente è un ruolo che, se valorizzato, eviterebbe errori e creerebbe più opportunità di sviluppo anche nell’ambito delle realtà minori (cioè a minore complessità istituzionale e/o imprenditoriale).

La Smart Energy Network

Immaginiamo la Smart Energy Network appunto come un network intelligente che canalizza informazioni (idee e prodotti) e relazioni (le reti di cui si parlava) da adattare successivamente al caso per caso. Nel settore energia, anche con riferimento alle mie esperienze concrete, ho individuato 3 piani. Essi devono essere considerati tutt’altro che esaustivi, e devono costituire un cantiere aperto, in continuo mutamento, sia sul livello dei singoli piani che nella loro composizione interna. Essi sono:

  1. le proposte di risparmio energetico: sul mercato è possibile selezionare le soluzioni più appropriate (sistemi di illuminazione; consumi energetici: cogenerazione, trigenerazione, pompe di calore; efficentamento energetico dei processi produttivi);
  2. la progettazione: dimensione fondante per la focalizzazione delle strategie e per il buon uso delle medesime;
  3. gli strumenti giuridico-finanziari: per il mercato delle Imprese private ne individuo fondamentalmente due: la Locazione operativa e l’Energy performance contract (EPC). Mi soffermerò brevemente su questi ultimi.

Gli strumenti giuridico-finanziari: la Locazione operativa e l’Energy performance contract (EPC)

La locazione operativa

Il primo strumento giuridico-finanziario è la Locazione operativa (noleggio con diritto di riscatto facoltativo) che per esperienza si è rivelato il più funzionale a questo target, nell’ambito degli apparati completi e autonomi (caldaie, cogeneratori, le unità esterne frigorifere, ecc.).

I vantaggi della locazione operativa rispetto al leasing finanziario sono molteplici e interessanti:

  • detenzione, utilizzo e godimento del bene; l’acquisizione della proprietà è meramente facoltativa (1);
  • pagamento di un canone mensile per tutta la durata del contratto (12-60 mesi), eventualmente comprensivo dei servizi di assistenza (estensioni di garanzia, ecc.);
  • piena deducibilità fiscale dei canoni corrisposti nell’anno, indipendentemente dalla durata del contratto;
  • piena deducibilità anche a fini IRAP (a differenza della locazione finanziaria: non esiste la distinzione capitale/ interessi);
  • nessuna segnalazione in Centrale rischi;
  • possibilità di includere anche servizi (contratti di assistenza, ecc.) che normalmente non vengono accettati con il leasing finanziario.

Il leasing operativo (noleggio) è peraltro economicamente più conveniente dell’acquisto con mezzi economici propri, i minori costi finanziari sono verificabili in ogni momento da parte degli imprenditori interessati al prodotto. A tal proposito si evidenzia infatti che l’acquisto con mezzi propri ha un impatto negativo sulla liquidità, sul budget, sulle linee di credito, sui costi di smaltimento e sul trattamento fiscale. Il leasing operativo (noleggio) è peraltro economicamente più conveniente del leasing finanziario che non consente l’aggiunta di apparecchiature durante la durata del contratto finendo con il realizzare una mera dilazione di pagamento, con lo svantaggio finale che alla chiusura del rapporto contrattuale l’utente riscatta apparecchiature ormai obsolete e senza tutti i vantaggi fiscali della locazione operativa.

  • Per comprendere meglio la distinzione tra le due fattispecie è interessante richiamare il pensiero espresso dalla Corte di Cassazione.

Ad avviso della Suprema Corte, il leasing finanziario viene qualificato come leasing traslativo, i cui canoni non costituiscono soltanto il corrispettivo dell’utilizzazione del bene nel periodo ma incorporano parte del prezzo del bene stesso cosicché l’utilizzatore, avendo pagato interamente il prezzo al termine del rapporto, e’ vincolato in termini di convenienza economica all’acquisto del bene.

Per contro, il leasing operativo viene qualificato come leasing di godimento ove i canoni non contengono alcuna porzione di prezzo ma sono ragguagliati al valore di utilizzazione del bene, cosicché l’acquisto alla chiusura del rapporto, pur essendo consentito all’utilizzatore in dipendenza del diritto di opzione contrattualmente convenuto, costituisce un fatto meramente eventuale.

Alla fine del noleggio l’utente ha le seguenti opzioni:

  1. fare un nuovo contratto di leasing operativo (noleggio);
  2. restituire le apparecchiature noleggiate e cessare il rapporto;
  3. acquistare le apparecchiature noleggiate. In questo caso il prezzo del riscatto è pattuito al momento del contratto, senza sorprese, con prezzo bloccato e senza costi di operatività, avvenendo il pagamento direttamente al fornitore e non alla Società finanziaria di Leasing;
  4. I canoni di noleggio sono comprensivi anche di parti di ricambio (se il noleggio comprende contratti di assistenza); di assicurazione All Risk. La pratica viene gestita totalmente via internet per cui non è necessario inviare documentazione, a meno che questa non sia richiesta dalla finanziaria, e i tempi di approvazione sono, in genere, nell’ordine di qualche giorno (max 10 lavorativi). Non essendo una pratica finanziaria ma un noleggio, non ci sono TAN e TAEG ma solo un coefficiente che determina l’importo degli interessi.

L’ Energy performance contract (EPC)

L’Energy performance contract (EPC) è rivolto a tutti gli ambiti energetici che richiedano soluzioni impiantistiche non autonome rispetto alla rete energetica di proprietà del contraente. Questo secondo strumento risponde ad una esigenza di implementazione tecnologica o di nuova installazione di impianto (in ambito: illuminazione, gestione calore, sistemi di aspirazione per l’industria del legno, motori elettrici, pompe, sistemi vari di consumo energia, ecc.).  L’intervento consiste nella implementazione o nuova installazione, non è previsto intervento sulla rete. La relativa assistenza manutentiva attiene dunque a vizi nascenti dal prodotto medesimo oggetto di contratto (oltre a garanzie sulla qualità e durata del prodotto) e non a cause (guasti, inefficienze) nascenti dalla inadeguatezza o vetustà della rete.

L’intervento comporta una riduzione significativa dei consumi (mediamente intorno al 30-50 %), consentendo la stipula di contratti della durata di 7-9 anni, che, a seconda dello stato di obsolescenza degli impianti sui quali si interviene, garantisce un risparmio sui costi di gestione a favore del privato contraente oscillante tra il 10 e il 30 %. La quota rimanente di risparmio energetico va ovviamente a remunerare, ma all’interno di una logica di sostanziale autofinanziamento, l’investimento e il servizio della Esco.

Conclusioni

Questa breve trattazione, come detto in premessa, persegue lo scopo di porre alcune questioni di metodo e di opportunità. La Smart Energy Network individuata nasce dall’ottimizzazione delle relazioni e dei networks che al momento lo scrivente può mettere in campo anche in riferimento a esperienze e case histories già consumati. Ovviamente, è opportuno ribadirlo, costituisce un cantiere aperto nel quale potranno inserirsi nel tempo “n” ulteriori proposte. È fondamentale sottolineare che su ogni piano della Smart Energy Network è possibile oggi mettere in campo il meglio delle esperienze di settore e dei capitali utili all’investimento per progetti specifici, insieme alle più utili strumentazioni giuridico-finanziarie.

Sugli strumenti : in ambito pubblico (Comuni e Enti pubblici) è facilmente utilizzabile il project  financing (rinvio alla lettura di mio specifico documento pubblicato sul sito www.mauriziomerlo.net o sulla mia pagina Linkedin). Lo strumento project financing non è stato qui trattato per una scelta di target. Esso consente il collegamento a flussi di cassa già esistenti con riferimento alla spesa storica degli Enti interessati.

In ambito privato, come abbiamo visto, è più pratico e immediato lo strumento del leasing operativo. La scelta dello strumento è dunque valutata in funzione dell’investimento e delle sue specifiche criticità.

In entrambi gli ambiti, pubblico e privato, è possibile consigliare agli operatori gli interlocutori giusti, quelli che garantiscono le migliori risposte sul mercato e permettetemi di dire che poter avere risposte professionali “top” a tutti i livelli trattati non è davvero poca cosa.

Per concludere, devo sottolineare i punti fermi dell’intera filosofia presentata all’interno di questo documento:

  • gli investimenti sul risparmio energetico producono alta innovazione degli impianti;
  • generano consumi dimezzati e costi notevolmente inferiori rispetto alla spesa storica di riferimento;
  • generano altresì maggiore ricchezza, sia a favore dell’Investitore che della Comunità;
  • producono valore aggiunto: quello di creare crescita economica con rilevanti e strategici ritorni sociali e di benessere diffuso.
Fonte: articolo di Maurizio Merlo, Scrittore e Saggista
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