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Inflazione: le famiglie optano sempre di più per i cibi low cost

lentepubblica.it • 16 Gennaio 2023

inflazione cibi low costL’inflazione pesa sulle tasche degli italiani, che scelgono, sempre più spesso, cibi low cost nei supermercati. Vediamo nel dettaglio.


Inflazione cibi low cost: il peso dell’inflazione ha colpito duramente le tasche degli italiani, sia nel quotidiano che nelle spese eccezionali (con una diminuzione degli acquisti, anche durante i saldi invernali).

Il costo della vita è aumentato a dismisura: tra le spese più elevate, c’è anche quella per la benzina, a causa della mancata proroga del taglio sulle accise dei carburanti.

Proprio per questo, gli italiani sono costretti a risparmiare, anche sulla spesa alimentare. Nell’ultimo periodo, infatti, c’è stato un vero e proprio boom dei cibi low cost.

Vediamo la situazione da vicino.

Inflazione cibi low cost: come cambia la spesa degli italiani

Come testimoniato da Coldiretti, gli italiani acquistano sempre di più cibo low cost.
Nell’ultimo periodo, infatti, c’è stato un aumento del 10,3% degli acquisti nei discount alimentari.

Tra le categorie di alimenti più acquistati, ci sono:

  • Verdura;
  • Pane;
  • Pasta e riso;
  • Carne e salumi.

Si tratta di un dato che testimonia ed evidenzia le difficoltà degli italiani. Tra le categorie più colpite ci sono i dipendenti pubblici, che hanno visto una crescita delle retribuzioni molto inferiore rispetto ai dipendenti del settore privato.

Inoltre, occorre evidenziare che 8 italiani su 10 hanno preso l’abitudine di fare una lista ponderata degli acquisti da effettuare, per ridurre il rischio di spese d’impulso.

Inflazione cibi low cost: cosa dicono le associazioni dei consumatori

Secondo Assoutenti e le ultime rivelazioni dell’Istat, la spesa alimentare si riduce di 355 euro annui per la famiglia “tipo” e di 484 euro per un nucleo famigliare con due figli, se non si considera l’effetto dell’inflazione.

A preoccupare sono le sorti dei piccoli negozi che, nel mese di novembre, hanno perso volumi di vendita pari al 6%, rispetto ad un anno prima.
Confcommercio evidenzia come le perdite di reddito e l’erosione del risparmio accumulato abbiano cambiato totalmente le abitudini di spesa delle famiglie, costringendole ad acquisti più selettivi e meno trasversali.

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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