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Inizia la battaglia sul reintegro lavorativo all’interno del Jobs Act

lentepubblica.it • 16 Settembre 2014

Un rafforzamento delle norme previste ora dalla delega per rendere certo l’arrivo del nuovo contratto a tutele crescenti, che nella fase iniziale è senza articolo 18 e con indennizzi proporzionali all’anzianità. Ma nessuna modifica alle norme che, per gli altri contratti indeterminati, consentono al giudice di decidere anche il reintegro del lavoratore licenziato illegittimamente. Potrebbe essere questo il punto di caduta per le modifiche che il Senato potrebbe introdurre nel Jobs Act, il ddl delega per la riforma del mercato del lavoro che, indirettamente, modificherebbe così in parte l’art.icolo8.

Il confronto parlamentare si dovrebbe chiudere in settimana. Ma prima è necessario trovare una soluzione politica al nodo del reintegro sul posto di lavoro previsto dall’articolo18 che, al momento, divide la maggioranza: il Pd da un lato e Ncd-Scelta Civica dall’altro. Il primo passo lo farà il partito di Matteo Renzi in una riunione che servirà a serrare le fila. Ci saranno deputati e senatori Pd della commissione lavoro e anche il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, che ha ribadito l’impegno per tempi rapidi di approvazione. “Credo che il Parlamento debba fare fino in fondo il proprio lavoro. Finora  ha sostenuto il ministro del Lavoro – i tempi sono stati assolutamente rigorosi”. Ma certo, su un tema così delicato come quello del lavoro, il governo non accetta diktat da parte dell’Europa. “Renzi è stato molto chiaro – ha aggiunto – dobbiamo decidere noi le cose che servono all’Italia. Ci sono tanti problemi e lo sappiamo”. 

La tela del ddl sul lavoro è delicata. Servirà almeno un confronto anche con gli altri partiti di maggioranza. Il leader Ncd e ministro dell’Interno Angelino Alfano non parla più di articolo18, ma certo non ha mollato sui contenuti ”Superiamo lo Statuto dei lavoratori, siamo felici di essere protagonisti di un cambiamento. Lo vogliamo fare tutto e lo vogliamo fare subito”, ha detto alla direzione del suo partito. A lui risponde subito la Cgil: ”importante è favorire le assunzioni, non rendere più facili i licenziamenti”. A difesa dell’articolo 18 scende in campo anche il leader Fiom, Maurizio Landini: ”Renzi commette una follia se lo cancella” e ”se continua il lavoro sporco dei precedenti governi non solo non usciamo dalla crisi ma si mette contro i lavoratori”. Va però registrato che anche nel Pd c’è chi parla espressamente di superamento dell’articolo 18. Lo fa il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia: ”è un feticcio, in Italia di fatto non esiste più e va superato”. 

La maggioranza dei parlamentari Pd pero’ sembra concorde nel non modificare le norme della legge Fornero, che prevedono ancora il reintegro anche se in un numero limitato di casi. Il superamento, semmai, può essere temporaneo, attraverso il contratto a tutele crescenti, con l’obiettivo di favorire l’occupazione prevedendo, in via sperimentale per i primi tre anni, di fissare solo un indennizzo legato all’anzianità lavorativa.

 

FONTE: Confcommercio

 

 

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