Investire in Africa? Prodotti attuali e rischi

lentepubblica.it • 10 Maggio 2021

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Quando nel 2016 è apparso a Piazza Affari il primo fondo obbligazionario operante nel continente africano e conosciuto come Silk African bond fund nessuno avrebbe pensato che dal 2012 al 2017 (dati AVCA) le operazioni di private equity (fonte di finanziamento per le piccole e medie imprese dei paesi emergenti) potessero arrivare a 953, per un valore di 24,4 miliardi di dollari americani.

Solo questo dato può far capire che l’Africa rappresenta un asset class potenzialmente ricco di opportunità interessanti.

Nessuno nega che affidarsi a fondi europei come questo FF GLOBAL TECHNOLOGY “E” di FIL INVESTMENT MANAGEMENT (LUXEMBOURG) S.A., codice ISINlu0115773425 sia di maggior affidabilità, ma i pionieri del mercato esistono da sempre.

E l’Africa, ora come ora, è rappresenta il nuovo El Dorado.

I prodotti finanziari adatti per l’Africa

Nel 2021 sono due i prodotti adatti a investire negli stati africani:

  • CFD
  • ETF

I CFD (contratto per differenza) si stanno sempre più diffondendo, perché consentono di fare scambi liberi senza l’obbligo di acquistare o rivendere i prodotti. Però non negano di fare trading sulle azioni delle aziende migliori quotate sul mercato (nel caso specifico africano).

Quelli a cui guardare – senza rischi alti – sono quelli di piattaforme autorizzate come eToro o XTB.

L’altro prodotto dai rischi minimi sono gli ETF. In particolare di questi fondi che replicano il benchmark di riferimento, bisogna cercare quelli concentrati sui mercati di frontiera e sul Medio Oriente oppure optare per quelli dei mercati di materie prime quali rame o oro.

Se cercate degli ETF consigliabili per il mercato africano, possiamo suggerirvi:

  • Market Vectors Africa Index (NYSE: AFK)
  • SPDR S&P Middle East & Africa ETF (NYSE: GAF)
  • MENA Frontier Countries Portfolio (NYSE: PMNA)
  • Middle East Dividend ETF (NYSE: GULF)
  • Frontier Markets ETF (NYSE: FRN)

Rischi degli investimenti in Africa

Quali sono i pericoli dello sperimentare strumenti finanziari in Africa?

Fondamentalmente i rischi maggiori sono corruzione dei governi e conseguente nazionalizzazione del business e quindi la rendita del medio/lungo termine è claudicante.

Altro fattore: le infrastrutture e i relativi mercati sono pochi.

Molte delle nazioni sono spesso dilaniate da conflitti interni e instabilità frequente, per cui i mercati oscillano spesso. Così c’è rischio di controversie fra governo e imprese di investimento. Rischi del genere possono essere mitigati rivolgendosi a esperti del mercato locale o puntando su altri prodotti come il MIGA che rassicurano in caso di contrasti fra governo e investitori.

C’è poi il rischio di cambio, di cui bisogna tenere conto. Per esempio può capitare di pensare di aver fatto un affare con un valore alto in moneta locale e poi al momento del cambio viene fuori che la redditività è minore. Quindi va calcolato sempre quando si acquista una società sul mercato.

Infine ultimo, ma non meno importante il rischio dell’esecuzione del modello di business. In pratica si tratta di capire se la società in portafoglio sia capace di realizzare il business plan concordato nella due diligence. Bisogna affidarsi a società con team ricchi di esperienza nei settori in cui operano.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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