IRAP: gli alti e bassi nel nuovo disegno legislativo della Stabilità

lentepubblica.it • 22 Ottobre 2014

Irap più pesante per il 2014 per il ripristino dell’aliquota del 3,9%, deciso dal ddl Stabilità. Per il prossimo anno si attendono invece risparmi per le imprese con un’elevata incidenza del costo dei dipendenti a tempo indeterminato.

Imposta regionale in altalena con le novità del disegno di legge di Stabilità. Nel 2014, le imprese dovranno fare i conti con una generalizzata penalizzazione derivante dal ripristino dell’aliquota 3,9 per cento. Per il prossimo anno si attendono invece benefici significativi per chi ha una elevata incidenza del costo dei dipendenti a tempo indeterminato.

II testo aggiornato dell’articolo 5 del disegno di legge di stabilità chiarisce il doppio intervento sull’Irap di imprese e professionisti: diventa integrale la deduzione del costo del lavoro, ma solo per i dipendenti assunti a tempo indeterminato, e torna al 3,9% l’aliquota di base dell’imposta. Incremento, quest’ultimo, che scatta già dal corrente esercizio 2014 (e sulla retroattività sono arrivate le reazioni critiche di Forza Italia e del presidente della commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone).

Il bonus più elevato, nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema, spetterà a chi impiega lavoratori (indeterminati) maschi e over35, che attualmente usufruiscono di deduzioni assai più modeste rispetto alla manodopera femminile e ai giovani fino a 35 anni. Oltre alle imprese con lavoratori “precari” (tempo determinato, co.co.co. e occasionali), non beneficeranno invece degli sconti, ma anzi subiranno un aggravio, quelle che pagano l’Irap sulle altre due componenti dell’imponibile: l’utile e gli interessi passivi.

Nel primo caso (contratti a termine o parasubordinati), il mantenimento, anche nel 2015, del precedente regime di indeducibilità (tranne che per i premi Inail) comporterà, se i contratti non verranno stabilizzati, che si dovrà continuare a versare kap – con la maggiore aliquota del 3,9%- anche sulla componente lavoro. Stessa sorte toccherà alle società (ad esempio di trading) che generano l’Ebit (differenza tra valore e costi della produzione) con scarso impiego di manodopera, in quanto i costi derivano da acquisti o da prestazioni di servizi.

 

 

FONTE: Confcommercio

 

Irap - agenzia entrate

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