L’Italia di Wanna Marchi

Roberto Recordare • 8 Giugno 2021

Se per un attimo pensiamo alla spiegazione che Giuseppe Conte fece del cash-back, non siamo molto lontani dalle televendite di Wanna Marchi, e se pensiamo all’epilogo di Wanna Marchi, condannata poi per truffa aggravata e associazione per delinquere finalizzata alla truffa, non ci discostiamo molto da tutto quello che il precedente governo e questo in continuità, sta tentando nei confronti del popolo italiano.

Adolf Hitler, che è giusto menzionare, perché nel quadro generale odierno si incastra perfettamente, diceva che: “Più grande è la menzogna, più grandi le probabilità che venga creduta”, stessa teoria adottata storicamente dai vari tiranni.

Infatti, possiamo leggere anche dal libro – Tre ritratti di dittatori: Hitler, Mussolini, Stalin – di Emil Ludwig, alcune affermazioni dei vari dittatori, come: “La folla non ha bisogno di sapere, deve credere. Essa si presenta per essere plasmata” o “Una folla è pronta a credere a tutto, vero o falso, a condizione che ciò sia costantemente ribadito”, o ancora “Anche un dittatore può essere amato, a condizione che la folla abbia anche una sana paura di lui.

Ma potremmo anche non scomodare i vecchi dittatori e affidarci alle parole di Cetto La Qualunque nel film “Cetto c’è senza dubbiamente”, con il suo: “Sono anni che gli italiani si bevono qualsiasi minchiata, e noi siamo la minchiata giusta al momento giusto!”, sapendo benissimo che la satira poggia sempre su qualcosa di reale e riconosciuto dal vasto pubblico, per cui questa frase non fa altro che affermare qualcosa di condiviso dagli italiani.

Dittatori e ingegneria sociale

Oltre al fatto che la gente ormai prende sul serio più gli umoristi che i politici. Queste teorie dei dittatori, che diventano poi tecniche di ingegneria sociale, affondano gli artigli su una popolazione che generalmente nell’ultimo trentennio è molto calata culturalmente, ma si muove sulle gambe di professionisti skillati in modo settoriale su materie specifiche e che quindi danno valore solo alla visione ristretta della loro conoscenza, se pur ampia nella specifica materia.

Ma il popolo è fatto di persone anche poco istruite, che prendono sul serio tutto quello che viene promulgato dalle persone “pubblicizzate” come competenti e non percependo l’influenza mediatica per quello che realmente è, non credendo oltretutto, sia possibile che ci possa essere un’idea falsa così generalmente diffusa.

La paura rafforza poi ancora di più la credulità e non sapendo capire la realtà, si preferisce affidarsi a interpretazioni altrui, senza alcuno spirito critico, avendo rinunciato a usare il proprio cervello.

Semianalfabetismo e analfabetismo scientifico

Il semianalfabetismo o addirittura analfabetismo scientifico spiegano tante paure irrazionali ed è scontato che chi più sa, meno crede. I creduloni sono inclini a credere subito in ciò che è diffusamente condiviso e non fanno nessuno sforzo per stabilire se è realmente la verità o meno, senza cercare di scoprirne le contraddizioni.

Molti creduloni pensano che sia stupido l’atteggiamento di chi rifiuta a priori di credere in qualcosa che è riconosciuta dalla stragrande maggioranza. Il vero problema è che, se ci si crede senza capire o senza avere le prove, si può credere a tutto! C’è da sbalordirsi per le cose incredibili a cui crede la gente.

Quindi, non c’è da stupirsi se Wanna Marchi è stata in grado di cavalcare l’onda per così tanti anni, senza neanche essere riconosciuta come una istituzione, che ha invece il vantaggio di essere percepita come qualcosa che tutela l’interesse di tutti.

Ma se solo si riflettesse su tutte le cose scritte in passato, sempre valide nel tempo, dai vari personaggi che hanno avuto un peso culturale importante, come Lev Tolstoj che disse: “L’uomo deve capire e ricordare che la verità non può mai venire scoperta tutta, ma si rivela piano piano alla gente e si rivela soltanto a coloro che la cercano e non credono a tutto ciò che gli dicono intermediari falsamente ‘santi’, i quali pensano di possederla. Perciò l’uomo non deve considerare nessuno come un maestro che non può mai sbagliare, ma deve cercare la verità dovunque in tutte le tradizioni umane e controllare poi con la sua ragione” e ancora “La folla ama il sistema. La folla vuole afferrare tutta la verità, e siccome non può comprenderla, crede volentieri.

L’insoddisfazione

Consideriamo anche che l’insoddisfazione in generale è in grado di generare credenze ridicole, che sono il termometro della tristezza, per cui si crede senza un motivo, adottando ciecamente una religione o un dogma e queste persone non si lasciano convincere certo da un ragionamento che non viene accettato a prescindere, se non altro per un problema di semplificazione.

Questo non significa, non credere a nulla, che è l’equivalente di credere a tutto, significa soltanto non essere ingenui, e per ingenuità si intende la mancanza di esperienza che è tipica della prima infanzia e che rende il bambino esposto ad una molteplicità di errori e fatalità derivanti dalla sua mancata conoscenza del mondo e dell’esistenza.

Al giorno d’oggi è facile, sia per l’iperprotettività dei genitori, che per la mancanza di maestri veri, che tante persone, anche a causa del proprio vissuto, rimangono eternamente degli ingenui, dei bambini immaturi, inevoluti emotivamente e cognitivamente, incapaci di affrontare le avversità della vita, per cui si è inclini a credere sempre a ciò che non si capisce, e non importa se sia una diceria o una certezza, perché molte di queste persone hanno bisogno di credere in qualcosa, se non altro per fare ordine nella loro vita.

Gli interessi dei “pochi” che dirigono le grandi masse

In questo contesto, si muovono gli interessi dei pochi che hanno una visione globale dei sistemi sociali e che sono in grado di dirigere le grandi masse poggiando sulla più antica e potente emozione umana che è la paura, quella forza modellatrice che è seconda solo alla natura stessa, in grado di uccidere la mente e governare il genere umano, quella piccola morte che porta con sé l’annullamento totale. Se poi questa paura viene indirizzata ed amplificata ad avere paura degli altri, gli uomini posso diventare anche malvagi tra loro.

Voltaire sul Dizionario filosofico, a tal proposito dice: “Chi riesce a farti credere delle assurdità, riuscirà a farti commettere delle atrocità.”

Pertanto, diventa fondamentale, vivere liberi dalla paura, quella paura che inibisce la riflessione e il ragionamento e a tal proposito ci viene anche in aiuto Gandhi: “L’assenza di paura è il primo requisito della spiritualità. I codardi non possono mai essere morali”, perché in funzione del nostro coraggio possiamo espandere o restringere la nostra visione della vita.

L’informazione che crea paura è la più alta ciarlatanata, fatta per imbrogliare la gente e specialmente se viene creduta da tutti, dovunque, ha molte probabilità di essere falsa.

Gli imbroglioni sanno benissimo che il loro mestiere non è convincere gli scettici, che rimangono relegati in quella percentuale fisiologica di una campagna mediatica, ma di convincere e far credere a quella gran parte di creduloni, con la frequente ripetizione di messaggi ad hoc, perché la familiarità non si distingue facilmente dalla verità, se non si è dotati di quel senso critico e di quella spinta di conoscenza che serve in tali circostanze, che presta attenzione anche a quanto non viene detto.

 

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Fonte: articolo di Roberto Recordare
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